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	<title>La Ragazza dei Sogni</title>
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		<title>Il colonnello Chabert</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 13:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Parigi, 1817. L&#8217;avvocato Derville riceve una sera nel suo studio un uomo molto male in arnese, all&#8217;apparenza un misero vagabondo, che sostiene di essere il conte Chabert, colonnello di Bonaparte dato ufficialmente per morto 10 anni prima nella battaglia di Eylau. Racconta che, tornato in Francia dopo lunga e penosa odissea, ridotto ad anonimo cencioso, e sofferente per le conseguenze delle terribili ferite riportate in battaglia, non ha trovato più nessuno di coloro che potevano riconoscerlo. Sua moglie, ritenuta vedova, aveva ereditato la sua colossale fortuna e l&#8217;aveva incrementata con abili speculazioni finanziarie; si è risposata col conte Ferraud, un aristocratico ambizioso che aspira ardentemente ad ottenere la Parìa di Francia. La contessa, avida e scaltra, per salvaguardare i propri interessi si è finora rifiutata di vedere l&#8217;uomo che dice di essere il colonnello Chabert: a lei più che a chiunque fa comodo che il suo primo marito, a cui deve tutto, &#8216;resti morto&#8217;. L&#8217;avvocato Derville, a sorpresa, è disposto a dare credito all&#8217;uomo, e ad aiutarlo legalmente a recuperare parte dei suoi beni nonché la propria identità e il proprio rango.<br />
L&#8217;impresa sarà complessa, anche per il competente e geniale Derville, e non priva di colpi di scena.</p>
<p>Il film è tratto da un racconto di Balzac, ma decisamente si tratta di un film che supera il romanzo, per quanto si sia mantenuto ad esso fedele sotto molti aspetti. L&#8217;originale e determinante intreccio del libro è stato potenziato dalla sceneggiatura, e i personaggi nel film hanno più sfumature, sono più &#8216;umani&#8217; sia nel bene che nel male, e il tutto si traduce in un film molto coinvolgente e di forte impatto emotivo.<br />
E&#8217; una pellicola che consiglio caldamente: mi ha spinta a leggere il testo di Balzac, che però mi è piaciuto meno del film (<a href="http://deasilenziosa.wordpress.com/2011/08/03/il-colonnello-chabert/">c&#8217;è un post &#8216;complementare&#8217; a questo articolo, con alcune mie impressioni sul romanzo, clicchi QUI chi è interessato a capire perché preferisco film a libro</a>).</p>
<p>Per almeno metà della storia è basilare l&#8217;ambiguità, lo stato di mistero e incertezza sulla veridicità del racconto: l&#8217;uomo è davvero Chabert?</p>
<p>Lo sfondo sociale e politico, il periodo della Restaurazione e del capitalismo nascente, ha un peso nella vicenda: proprio negli intrallazzi degli aristocratici per accaparrarsi le cariche al ritorno del Re, ha radici il segreto della contessa Ferraud, la sua preoccupazione nascosta; lì è il motivo per cui è così attaccata al denaro e spietata nel &#8216;voler mantenere morto&#8217; a tutti i costi il primo marito Chabert.</p>
<p>E dunque lo spettatore è sempre più avvinto da un&#8217; amara storia di ingiustizia e sperequazione, di cupidigia e opportunismo, e di disperazione.<br />
Da una parte c&#8217;è il reduce (Depardieu) che in passato ha dato tanto e ora non ha più nulla, nemmeno un&#8217;identità, e riceve danno e beffa, emarginato, derubato e misconosciuto <span style="color: #800080;"><em>(&#8220;sotterrato una volta sotto dei morti, ora mi si vuole seppellire sotto un fascio di carte&#8221;</em></span>): emblematicamente le scene della guerra, della morte e della spogliazione dei caduti, nel corso del film tornano ripetutamente nella memoria dell&#8217;uomo che dice d&#8217;essere Chabert.<br />
Dall&#8217;altra parte c&#8217;è la meschinità, l&#8217;avarizia e la cattiveria di chi ha tutto (F. Ardant) e, lungi dal provare gratitudine, non vuole concedere nulla anzi vorrebbe, pur di salvaguardare il proprio interesse, l&#8217;annientamento completo di chi già annega nella disgrazia: <span style="color: #800080;"><em>&#8220;Decisa a tutto pur di realizzare i propri fini, la contessa Ferraud non sapeva ancora che cosa si dovesse fare di quest&#8217;uomo: l&#8217;unica certezza era che bisognava annientarlo socialmente&#8221;</em></span>.</p>
<p>Ma il vero, straordinario protagonista di questa storia è l&#8217;avvocato Derville (Fabrice Luchini).<br />
Il personaggio dell&#8217;avvocato, tradizionalmente freddo, incapace di emozioni e compassione, in questo film diventa, con piacevolissima sorpresa dello spettatore, colui che prende in mano l&#8217;azione e la rende avvincente: Derville non nasconde le proprie simpatie e antipatie e, sia per intelligenza che per compassione che per amor di giustizia, diventa, senza indugi e animato da sentimenti veri, angelo vendicatore di chi è più debole e privo di difese, fino al colpo di scena (e di genio) finale.<br />
Una figura d&#8217;avvocato come poche ne ho viste al cinema: stakanovista nel lavoro, è un geniale professionista conteso da ricchi ed aristocratici che tuttavia sfodera la massima dedizione per il reietto della società a cui è disposto a dare fiducia fino in fondo, conducendo una difficile partita a favore del reduce.<br />
In lui convivono l&#8217;esperto avvocato di successo, un po&#8217; dandy, frequentatore del &#8216;bel mondo&#8217;, e l&#8217;uomo di gran cuore e di nobili sentimenti, di integrità morale profonda ma non esibita, unita a un intelletto non comune: un autentico &#8216;giusto&#8217; che sa leggere a sua volta nei cuori altrui.</p>
<p>Non facile certo, recitare questo personaggio, carta vincente del film a mio avviso: infatti laddove Balzac nel racconto utilizzava Derville come mero e passivo osservatore di una vicenda iniqua, in questo film invece l&#8217;avvocato giudica moralmente ed entra in azione, diventa protagonista e deus ex machina.</p>
<p>Il regista Yves Angelo, oltre ad aver incrementato l&#8217;idea di partenza di Balzac con una sceneggiatura appassionante, si è avvalso di un cast ottimo a dir poco.</p>
<p>Luchini e Depardieu rivaleggiano in bravura, ma è Luchini quello che impressiona di più.<br />
Il ruolo dell&#8217;avvocato è sempre un ruolo ingrato, ma Fabrice Luchini, attore straordinario amatissimo in Francia (personalmente ho cominciato a conoscerlo dai film di Rohmer), entra con naturalezza nei panni del complesso e originale avvocato Derville.<br />
I suoi monologhi sono intensi e coinvolgenti, le sue battute sagaci e spesso fulminanti: riesce a far trasparire rabbia, disprezzo e condanna per l&#8217;iniquità e la meschinità della contessa Ferraud, pur mantenendoli abilmente contenuti dietro l&#8217;atteggiamento elegante e impeccabile che ci si aspetta dal grande avvocato che interpreta.<br />
<span style="color: #800080;"><em>&#8220;Rinunciate ad uccidere quella donna. Sareste capace di sbagliare, il che sarebbe davvero imperdonabile&#8221;</em> (Derville a Chabert)</span><br />
L&#8217;attore conferisce a Derville il piglio deciso di chi ha grande fiducia in sé, consapevole del proprio valore, non tollera ingiustizie ed è pronto all&#8217;azione (e anche a giocarsi soldi, reputazione e ricchi clienti); incarna perfettamente il suo carattere disilluso e smaliziato, e insieme romantico e moralmente limpido.</p>
<p>Depardieu ammirevole; nei panni del reduce dell&#8217;Impero, riesce a trasmettere anche solo con gli sguardi tutta la malinconia, l&#8217;amarezza, ma anche l&#8217;imprevedibilità (è davvero un po&#8217; pazzo?) del suo personaggio. L&#8217;attore smette la recitazione sopra le righe che gli è più abituale, e dà un&#8217;interpretazione superba per le molte emozioni che esprime senza ricorrere a sbavature o esuberanze di troppo.<br />
Poche volte ho visto Depardieu al contempo così incredibilmente espressivo e così &#8216;contenuto&#8217;: i sentimenti dell&#8217;ex soldato, talvolta esplosioni di passione, talaltra sfumature impercettibili, si rincorrono mutevoli ed enigmatici, e l&#8217;attore riesce a trasmetterli interamente allo spettatore con una recitazione intensa e pur ferma e rigorosa, che ne aumenta la credibilità.</p>
<p>Fanny Ardant, anche se oscurata dalla bravura dei due colleghi, si cala con perizia nell&#8217;antagonista odiosa, avida e senza scrupoli, e tuttavia a sua volta esasperata e sfinita dalle sue egoistiche preoccupazioni. Donna di abituale doppiezza, la contessa finge sempre, simula continuamente sentimenti ed emozioni falsi; eppure è talmente stanca da lasciarsi sfuggire qualche emozione vera ogni tanto: la Ardant è abbastanza brava da lasciare davvero nel dubbio gli spettatori su quali siano i rari momenti &#8216;sinceri&#8217; che sfuggono alla contessa in mezzo alle tante finzioni.</p>
<p>Bellissimi e molto eleganti gli abiti indossati dalla Ardant (Franca Squarciapino ha ricevuto il nastro d&#8217;argento per i costumi); belle e sontuose le scenografie e la fotografia, di grande effetto sia gli interni che gli esterni, sia quando illustrano il lusso più raffinato sia quando rappresentano la miseria più nera.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/FY230C0Adyc" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>Regia: Yves Angelo<br />
Titolo originale: Le colonel Chabert<br />
Tratto dall&#8217;omonimo racconto di H. de Balzac<br />
Sceneggiatura: Yves Angelo, Jean Cosmos, Veronique Lagrange<br />
Francia, 1994<br />
Drammatico / 110 Min /Colore<br />
Personaggi e interpreti:<br />
Fabrice Luchini: avvocato Derville<br />
Gérard Depardieu: colonnello Chabert<br />
Fanny Ardant: contessa Ferraud<br />
André Dussollier: conte Ferraud</p>
<p>Costumi: Franca Squarciapino<br />
Fotografia: Bernard Lutic<br />
Musiche: Pierre Gamet, Gerard Lamps</p>
<p><a class="a2a_button_facebook_like addtoany_special_service" data-href="http://laragazzadeisogni.net/2011/08/02/il-colonnello-chabert/"></a><a class="a2a_button_twitter_tweet addtoany_special_service" data-count="none" data-url="http://laragazzadeisogni.net/2011/08/02/il-colonnello-chabert/" data-text="Il colonnello Chabert"></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Flaragazzadeisogni.net%2F2011%2F08%2F02%2Fil-colonnello-chabert%2F&amp;title=Il%20colonnello%20Chabert" id="wpa2a_2"><img src="http://laragazzadeisogni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Quel treno per Yuma</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 15:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dialogo di commenti e opinioni a ruota libera fra la sottoscritta e Ale su &#8216;Quel treno per Yuma&#8217; (2007), remake dell&#8217;omonimo film del &#8217;57. Ne sono uscite delle buone idee e svariate curiosità, che a mio avviso, sì, vale la pena trascrivere qui sotto. In attesa delle &#8216;recensioni ortodosse&#8217; dei due film da parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dialogo di commenti e opinioni a ruota libera fra la sottoscritta e Ale su &#8216;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quel_treno_per_Yuma_(film_2007)"><span style="color: #800080;">Quel treno per Yuma&#8217; (2007)</span></a>, remake dell&#8217;omonimo film del &#8217;57.<br />
Ne sono uscite delle buone idee e svariate curiosità, che a mio avviso, sì, vale la pena trascrivere qui sotto.<br />
<strong>In attesa delle &#8216;recensioni ortodosse&#8217; dei due film da parte della sottoscritta.</strong></p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: In questo film Ben Wade è Russell Crowe laddove nel &#8217;57 era Glenn Ford; Evans è Christian Bale, mentre nel &#8217;57 era interpretato da Van Heflin<br />
<span style="color: #993366;">Aurora</span>: A me questo film di Mangold piace molto, è vero che è molto fedele all&#8217;altro film, in dialoghi e storia,<br />
parafrasando Hitchcock direi che è la stessa storia del ‘57 con l&#8217;aggiunta delle parti interessanti e avvincenti! <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Scherzo, rispetto molto il film del ’57, ma questo mi piace di più!</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: Concordo&#8230; <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  per quanto l&#8217;altro sia un bel western classico, questo è un remake decisamente superiore sia in termini di caratterizzazione dei personaggi che di episodi emozionanti!</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: C&#8217;è molta più azione e al contempo i personaggi sono psicologicamente più complessi, più sfaccettati, più ambigui.<br />
Hanno aggiunto delle tematiche sociali dell&#8217;epoca, il tema dell&#8217;avanzare della ferrovia e delle speculazioni (e ingiustizie) ad essa legate.<br />
Poi, svolgendosi la storia in Arizona, non mancano accenni ai segni lasciati dalla guerra (di Secessione) finita da poco<br />
<span style="color: #993366;">Aurora</span>: L&#8217;altro film era molto &#8216;parlato&#8217;, e in fondo basato su una divisione abbastanza elementare fra buoni e cattivi.. Con una redenzione finale prevedibile<br />
Qui invece niente è come sembra!</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: il che non vuol dire che ogni remake che si fa ora sia necessariamente migliore di quanto fatto decine di anni fa, ovviamente&#8230; stavolta è riuscito molto bene però</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: io dei remake diffido sempre, ma ci sono le eccezioni, come questo film.<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: Nella versione del &#8217;57, Quel treno per Yuma inizia con la canzone di Frankie Laine, ti ricordi?</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  avevo cercato di rimuovere.</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: In questo remake del 2007 invece hanno fatto una scelta che ho apprezzato molto: la colonna sonora è piuttosto un commento musicale, e molto bello (candidatura all’Oscar infatti)!<br />
Musica discreta e non invasiva che si fonde perfettamente con ciascuna situazione rappresentata esaltandone il pathos: i momenti intimi, le belle scene d’azione, le sparatorie, gli assalti alle diligenze, gli inseguimenti&#8230;<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: Insomma va visto<br />
Infatti andiamo a vederlo, sta cominciando!<br />
<span style="color: #008080;"> Alessio</span>: ok, pronti!</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: Sono stata colpita fin dall&#8217;incipit dalla grande differenza fra la figura del contadino Evans (C. Bale) in questo film di Mangold, e l&#8217;Evans interpretato da Van Heflin nel film di 50 anni prima.<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: Van Heflin sembrava tagliato per il ruolo di rude contadino pieno però di valore, coraggio e dignità.<br />
Era anche uno che sapeva farsi valere all&#8217;occorrenza.<br />
In questo film invece C. Bale/Evans è molto più tartassato dalle disgrazie e anche molto meno rispettato: sia dai compaesani, sia in famiglia, fin da queste prime scene si vede il disprezzo dei figli, specie del maggiore;<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: Evans/Van Heflin era un eroe per i figli; e la moglie, seppur sembrasse rimproverare al marito di essere un po&#8217; troppo &#8216;passivo&#8217; in certe cose, tuttavia era più &#8216;amorevole&#8217; rispetto alla Alice di questo film moderno;<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: La moglie di Evans/Bale qui, è più fredda, più sprezzante nei confronti del consorte, più scontenta, più brontolona.<br />
Poi, qui Evans/Bale non solo è in difficoltà per la siccità, ma ha già contratto dei debiti, è zoppo, ha un figlio tubercolotico&#8230;<br />
Qui compare la Southern Pacific, compagnia ferroviaria che, avanzando, aveva bisogno di terra per costruire binari;<br />
E ci sono quelli come Hollander, ricchi profittatori e strozzini travestiti da cittadini rispettabili, che speculavano appunto sulle difficoltà economiche dei proprietari di terre per acquistarle a poco prezzo (Hollander dice a Evans: &#8220;La tua terra vale di più senza di te!&#8221;), non disdegnando di ricorrere a minacce e atti di violenza.</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: L&#8217;altro Evans/Van Heflin del &#8217;57, invece se la passava male ma non era indebitato, va a Bisbee a chiedere un prestito e certo non viene maltrattato né picchiato: l&#8217;uomo a cui chiede il prestito lo tratta con rispetto e gentilezza, dicendo che non può prestargli nulla perché è anche lui in difficoltà. Ricordi?</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sì&#8230; Van Heflin, come tutti i protagonisti del western classico, era un Vero Uomo del West, che può magari versare in difficoltà varie, però è sempre&#8230; SOLIDO, come dire. Nel remake, c&#8217;è stato un discreto cambiamento del personaggio di Evans, che è molto più sfumato verso la tipologia del &#8220;perdente&#8221;.. e Christian Bale ci si adatta bene.</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: Ecco la scena della diligenza. Quanto ad azione non ci sono paragoni: nel film con Glenn Ford si risolveva semplicemente con le vacche che ostruivano la strada<br />
(poi avveniva ugualmente l’assassinio del conducente e di uno della stessa banda da parte di Ben Wade)<br />
Invece in questo film c&#8217;è un vero e proprio assalto, veramente spettacolare</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: il primo grosso cambiamento rispetto all&#8217;originale: le scene d&#8217;azione, tipo questa o tutto il viaggio di trasferimento da Bisbee a Contention (del tutto assente nella versione del 57).<br />
E questa è un&#8217;ottima scena</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: sì, mi piace moltissimo<br />
Molto veloce<br />
lo sai che adoro le scene d&#8217;azione ben fatte</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  sì<br />
qui è un gran bell&#8217;assalto<br />
<span style="color: #008080;"> Alessio</span>: L&#8217;ho detto la prima volta che l&#8217;ho visto e lo confermo sempre&#8230; Russell Crowe &#8211; per quanto la sua prova qui sia abbastanza buona &#8211; non ha la faccia da western. Né da western classico (non riesco a vederlo a fianco di John Wayne) né tantomeno da spaghetti-western&#8230;<br />
al più potrebbe fare il commesso viaggiatore dell&#8217;est.<br />
Tanto resto di quest&#8217;opinione.</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: &#8220;ODIO i pinkerton&#8221; <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: se ascolti il film in lingua originale scopri che, mentre nella traduzione italiana a Charlie fanno dire 2 volte &#8216;odio i Pinkerton&#8217;, in realtà lo dice solo la prima volta: la seconda volta, nelle gallerie, dice &#8220;I HATE POSSES&#8221;!<br />
<span style="color: #993366;">Aurora</span>: Stiamo parlando del terzo vero e proprio protagonista: Charlie Prince!<br />
Nel film del &#8217;57 c&#8217;era un Charlie braccio destro di Wade, ma era un personaggio molto marginale.<br />
Qui il personaggio Charlie è diventato importante e magnetico, ed è una bella sorpresa, ed è recitato benissimo da Ben Foster.<br />
Charlie Prince è il mio personaggio preferito del film, ruba la scena sia a Crowe che a Bale: io parteggio per lui, non per Evans né per Wade. E non mi piace vederlo definire ‘il cattivo’!<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: la costumista del film ha detto che la intrigava molto l&#8217;idea di far vestire Charlie Prince, un bandito e temibile pistolero, di bianco (la giubba è una &#8220;<span style="color: #3366ff;"><a href="http://www.filmjackets.com/FEATURES/feature_310ToYuma.htm"><span style="color: #3366ff;">white (double-breasted) leather jacket</span></a></span>&#8220;)<br />
Si distingue anche in ciò dal braccio destro di Wade/Glenn Ford del &#8217;57:<br />
quel Charlie là era completamente vestito di nero!<br />
Era il classico pistolero cattivo fatto con lo stampino.</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: direi che hanno studiato bene per caratterizzarlo. Movimenti felini, giubba confederata, pistole indossate in modo insolito e maneggiate con grande abilità, freddezza d&#8217;azione inconsueta&#8230;</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: ti confesso che dopo questo film mi sono incuriosita e ho fatto delle ricerche in internet sulle giubbe confederate, in blog e siti americani;<br />
questa è di cuoio, la costumista l&#8217;ha copiata in un museo, e pare che fosse una giubba da ufficiale<br />
il che mi ha fatto un po&#8217; fantasticare su chi fosse Charlie Prince prima di essere outlaw: un ufficiale sbandato reduce della Guerra di Secessione finita da poco?<br />
Probabilmente sì, visto che ha grandissima prontezza decisionale e d’azione, una ferrea disciplina e mostra di essere molto abituato sia al combattimento sia al comando, quasi fosse stato un ufficiale, o un militare comunque.<br />
E ha un coraggio indiscutibile, si butta nel rischio in prima persona, non manda altri avanti a lui: è lui che sta davanti quando c&#8217;è il pericolo.<br />
Certo che lo ammiro.</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: &#8230; Cercando il nome delle divise confederate sono incappata in un forum americano di appassionati di giacche e giubbotti visti nei film: ne cercano i modelli per farseli riprodurre nei minimi particolari e indossarli; e guarda qua:<br />
<a href="http://www.filmjackets.com/forum/viewtopic.php?t=170"><span style="color: #99cc00;">http://www.filmjackets.com/forum/viewtopic.php?t=170</span></a> <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #993366;"> Aurora</span>: Quando ho letto a suo tempo molte recensioni in blog e siti di cinema italiani, mi sono accorta che il personaggio di Charlie Prince è stato trascurato dalla maggior parte dei recensori italiani, almeno da quelli che m&#8217;è capitato di leggere.<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: Ne sono rimasta sconcertata: infatti, al contrario, i media e i blog e siti cinematografici americani si sono resi ben conto che Charlie Prince è uno &#8220;scene-stealer&#8221;, un personaggio che calamita l&#8217;attenzione e &#8216;divora&#8217; la scena. Un colpo di genio di chi ha sceneggiato il film. Sono d&#8217;accordo.<br />
Prince negli Usa, e all&#8217;estero in generale, ha colpito molto l&#8217;immaginario e anche il lato emotivo del pubblico, più che i personaggi di Wade/Crowe e Evans/Bale messi insieme&#8230;</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: In effetti, pensandoci, se mancasse Charlie Prince così come è rappresentato qui, mancherebbero praticamente tutte le migliori scene d&#8217;azione di questo film, o comunque ci perderebbero.</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: Esatto! Prince è presente (per forza di cose) in ogni scena d&#8217;azione, sparatoria, inseguimento: è quello che segue le tracce di Wade e guida la caccia ai suoi carcerieri.<br />
Nella versione del 1957 manca del tutto la parte dell&#8217;avventuroso viaggio da Bisbee a Contention; così come non c&#8217;è un assalto alla diligenza all&#8217;inizio, e così come alla fine non c&#8217;è il lungo e bellissimo inseguimento/sparatoria.<br />
In questo film ampliando le parti avventurose c&#8217;è stato bisogno di un personaggio forte che le reggesse e le rendesse anche particolari: infatti in ogni scena d&#8217;azione il vero protagonista per me è Prince/Foster.<br />
E nessuna di quelle scene farebbe l&#8217;effetto che fa se non ci fosse lui.<br />
Per questo credo abbiano dedicato tanta cura al disegno di questo personaggio.</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: i Pinkerton vengono pagati 20 dollari al giorno! Credo che fosse una più che discreta somma, ai tempi. Chissà se è accurato.<br />
<span style="color: #008080;">Alessio</span>: &#8220;Tommy era fragile, Tommy era stupido&#8230; Tommy è morto&#8221;. Come el guapo: che sia una citazione?</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: Da Quien Sabe: “E allora El Guapo? Non era amico tuo?” “El Guapo&#8230; è morto” (mitico G.M. Volontè!)<br />
Chissà se è citazione o caso.<br />
Comunque l&#8217;agenzia Pinkerton era una società molto potente i cui servigi erano costosi; e i Pinkerton non sono mai piaciuti nemmeno a me, storicamente parlando. Vedi qui: <span style="color: #3366ff;"><a href="http://www.farwest.it/?p=1395"><span style="color: #3366ff;">http://www.farwest.it/?p=1395</span></a></span></p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: prima, nella scena dove, dopo che Charlie ha fatto allontanare lo sceriffo, tutti i ceffi della banda si avviano verso il bar,<br />
hai visto quel che intendo quando dico che Russell Crowe non ha la faccia da western!?<br />
Quelli della banda, il messicano Campos&#8230; o quell&#8217;altro che pare vestito come Bud Spencer, per es., quelli sono tipi da western alla Sergio Leone;<br />
non Russell Crowe!<br />
<span style="color: #008080;"> Alessio</span>: il veterinario è riuscito a salvare il Pinkerton dalla pallottola nella pancia&#8230; si poteva portargli anche Cheyenne di C&#8217;era una volta il west?</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: No. Cheyenne era troppo distante da un dottore, ed era passato troppo tempo dal ferimento. Ma che domande mi fai?<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: &#8230;quando Ben Wade dice che non gli piacciono il grasso e i nervetti nella carne mi fa arrabbiare</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  in realtà è mio fratello gemello</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: e poi&#8230;in una famiglia che ormai vive di stenti<br />
è cattivo Ben Wade, anche in queste piccole cose<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: il film è studiato per ingannare molto bene sulla cattiveria di Wade, che esplode completamente nel finale, però lascia delle tracce per gli osservatori attenti anche durante la pellicola. La cattiveria di Wade ha vari sprazzi di incontinenza anche prima del finale</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: che detto così sembra porti il pannolone&#8230;. <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: uhm&#8230; con te non si può fare una chat cinefila<br />
 <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  però è vero, potevo dirlo con espressione più felice <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: ok, fondamentalmente aveva ragione Tucker, che si poteva sparargli subito nel saloon, a Russell Crowe&#8230;<br />
solo che poi non facevano il film!</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: più che altro si intravede una cattiveria d&#8217;animo profonda anche quando non feroce<br />
perché anzi, è ipocrita<br />
è viscido<br />
è falso<br />
e perciò pericoloso<br />
(e Crowe è stato molto bravo a dargli vita, lui che ha interpretato quasi sempre personaggi positivi)</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sì&#8230; bè Crowe un po&#8217; la faccia da viscido ce l&#8217;ha <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Tornando a Wade.. è un uomo istruito che si è votato alle rapine, non il classico desperado povero</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: Non sono d&#8217;accordo con te! Sicuramente era povero, prima di diventare un famoso fuorilegge!<br />
E’ solo al mondo dal’età di 8 anni, ricordi il racconto sulla madre prostituta che l’ha abbandonato? Come pensi sia sopravvissuto da allora? Wade sarà diventato un criminale già da bambino!<br />
Adesso invece probabilmente è ricchissimo, veste bene, a<br />
Contention offrirà a Evans una grossa somma per lasciarlo fuggire, una somma che per Evans è un patrimonio, mentre per Wade è solo una parte del bottino di una delle tante rapine&#8230;</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: &#8220;istruito&#8221; per quei tempi, ovvero legge, disegna</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: il &#8216;mantra&#8217; di questo film, la frase di volta in volta ripetuta dalle persone più diverse per tutto il film, è &#8216;non parlargli&#8217;, ‘non dirglielo&#8217;, &#8216;non parlare con lui&#8217;, ‘se vuoi parlare parla solo con me’, etc, e in queste frasi è racchiusa la verità: non parlate con Wade, non ascoltate Wade perché Wade è un affabulatore, vi inganna.<br />
Una specie di ipnotizzatore che usa le parole per essere suadente,<br />
convincere che è diverso da quel che si pensa di lui, e da quel che è<br />
tappatevi le orecchie quando parla<br />
perché persuade anche il pubblico, di essere quasi un buon diavolo. Mentre non è così.<br />
E’ un film molto ben riuscito non c&#8217;è che dire.</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: soprattutto vuole instillare dubbi, seminare zizzania, mettere gli uni contro gli altri a proprio vantaggio<br />
ci prova con la moglie di Evans<br />
poi comprende che il ragazzo Will ha una certa ammirazione per lui e cerca di sfruttarla<br />
e nel contempo cerca di fare &#8216;amicizia&#8217; col padre (Evans)</p>
<p><span style="color: #993366;"> Aurora</span>: è intelligente, Wade, ma sfrutta l’intelletto per capire il punto debole del prossimo e manipolarlo.<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: ok, ora c&#8217;è la scena di Tucker che canticchia e viene preso a forchettate<br />
la prima volta ho pensato che il Ben Wade di questo film fosse uno psicopatico<br />
una mente disturbata, intelligente ma folle<br />
soprattutto alla fine del film</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sì, anche se Tucker l&#8217;avrei forchettato pure io probabilmente</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: sì,<br />
però guarda l&#8217;accanimento: è degno di un delitto passionale o seriale<br />
di uno fuori di testa</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sì, certo, quelli che ammazzano con 50 coltellate<br />
come se le prime 10 non fossero sufficienti<br />
<span style="color: #008080;">Alessio</span>: una cosa&#8230; c&#8217;è tanta erba in giro, però in quella parte di Arizona non ci dovrebbe essere (molti più cactus, invece): il film è stato girato in New Mexico</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: Bisbee esiste davvero, giusto?</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sì, è vicino a Tucson (e a Tombstone)</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: ok</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: Byron McElroy ..fa l&#8217;uomo timorato di Dio ed ha ammazzato un sacco di gente tutta la vita: ha fatto il bounty killer e ora è un Pinkerton.<br />
Un altro della schiera di ipocriti dalla doppia faccia che popolano questo film</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: infatti non mi piace affatto Byron. Però è un altro personaggio che arricchisce questa versione moderna del film.<br />
Prima ho perso una delle mie scene preferite: quella del secondo assalto con incendio alla diligenza dove credono sia Wade.</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sì&#8230; molto crudele anche quella</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: mah&#8230; non sono rimasta mai orripilata da quella scena, e non credo nemmeno che sia orripilante.</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: come mai?</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: perché in tutta questa scena ciò che mi affascina sono le qualità organizzative e di comando di Charlie Prince, la sua determinazione, la prontezza di riflessi e d’azione, l’idea che lui possa essere un capo migliore per la banda;<br />
l’assassinio è una cosa da aspettarsi, siamo in un western con sparatorie, uccisioni e quant’altro!<br />
Resto impressionata dal fatto che Prince è terribilmente in gamba, in modo quasi innaturale, ed è davvero più capace di Wade.<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: Il bandito Jackson infatti dice di Ben Wade: “L’ha fatto lui lo sbaglio!”<br />
Gli uomini non hanno voglia di farsi 80 miglia per lui (perché Wade è stato un tordo in effetti a farsi prendere, come ha visto una donna ha spento il cervello; e Charlie l’aveva pure avvisato), probabilmente pensano che Charlie li guiderebbe meglio, come capo.<br />
E lo penso anche io.<br />
Cercano di convincere Charlie a lasciarlo al suo destino, ma Charlie ha questo suo militaresco senso del dovere e della lealtà verso il capo&#8230; anche se è un capo che non merita!</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: ecco, Jackson, bandito saggio che propone di lasciare Wade al suo destino dato che se l&#8217;è cercata &#8230; viene pure cazziato, poveraccio!</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: e poi, per me Charlie Prince (ma vale anche per gli altri uomini della banda) è il personaggio più coerente e onesto di tutto il film<br />
Le cose che fa non stonano mai con il suo ruolo, col suo credo e coi suoi scopi<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: non tenta di darla a bere a nessuno: è un uomo semplice e intelligente, deve fare una cosa e la fa<br />
ha uno scopo e lo raggiunge nel modo più diretto ed efficiente<br />
L’ultimo da biasimare è Charlie Prince.<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: Wade, Evans, Butterfield, Hollander e tutti i vari Pinkerton e i membri della Posse nelle gallerie, e gli sceriffi vari e i cittadini &#8216;perbene&#8217; di Bisbee o Contention&#8230; te li raccomando, sono tutti ipocriti, sfruttatori, vigliacchi, e anche facili ai voltafaccia, come si vedrà.</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: questo sì: Prince è uno dei pochi che rispetta sempre un codice d&#8217;onore e lealtà durante il film<br />
<span style="color: #008080;">Alessio</span>: arrivano gli indiani&#8230;</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: questa scena mi dice poco<br />
la parte riguardante gli indiani intendo..<br />
è solo un modo per far scappare Wade finalmente<br />
sennò è poco credibile che dei dilettanti così non se lo facciano scappare mai fino a Contention</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sì!<br />
mi chiedo se sia geograficamente corretto, il fatto che ci sia una scorciatoia tra le montagne della riserva apache&#8230;<br />
<span style="color: #008080;"> Alessio</span>: e in seconda battuta sono stati bravi a far vedere che c&#8217;erano i cinesi a sgobbare sui binari, cosa storica (ma non vorrei fosse successiva al periodo in cui si svolgeva la vicenda)</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: il periodo della vicenda è circa il 1868</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: Wade nella camera ha fiducia piena e totale nei suoi uomini, e sa che arriveranno prima delle 15&#8230; vero che è bravo ad imbambolare la gente, ma dove ne troverà altri così come Prince?<br />
Senza di lui, già alla diligenza in fiamme rischiava di essere piantato</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: Verissimo&#8230; credo che Wade abbia tutta quella sicurezza proprio perché confida in Prince e nelle sue capacità<br />
Comunque&#8230; frase chiave di tutta la storia, detta da uno dei cattivi che sovrintendono i lavoratori cinesi negli scavi delle gallerie: <strong>&#8220;Qui la morale non c&#8217;entra per niente&#8221;</strong><br />
E&#8217; molto importante, perché davvero in questo film ogni morale va a farsi benedire: non c&#8217;è nemmeno quella &#8220;redenzione&#8221; di Wade di cui ho letto in troppe recensioni per il web&#8230; e che invece non avviene mai, Ben Wade non si redime affatto!<br />
Questo Ben Wade non è quello del 1957, che si redime davvero.<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: Ed è appunto ciò che giustifica e assolve ai miei occhi Charlie Prince, facendone l&#8217;eroe del film, e quel che mi fa disprezzare sia Evans che Wade che gli altri<br />
Evans, è anche lui ipocrita e bugiardo (ha detto varie menzogne alla moglie&#8230; E ha rubato, ha preso di nascosto la spilla della moglie per venderla, senza dirle nulla&#8230;).<br />
Pensa a quando rimprovera Ben Wade per aver ammazzato Tucker, anche se lui stesso odiava Tucker a morte (è quello che gli ha incendiato il fienile per conto di Hollander) dicendo &#8220;un conto è volerlo morto e un conto è ucciderlo&#8221;<br />
Ma che discorso ipocrita!<br />
Se ti credi &#8216;timorato di Dio&#8217; o diverso da un assassino, non dovresti voler morto qualcuno</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: uh, non è per questione di cristianità suppongo&#8230; se andava in galera, nessuno provvedeva alla fattoria</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: però, Evans in cuor suo desidera la morte di qualcuno, e mi sta bene, ma che non faccia l&#8217;ipocrita rimproverando gli assassini!</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: fine pubblicità, sta per iniziare&#8230; arriva il momento di gloria dei cuor di leone a guardia di wade <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: bellissima tutta questa parte dopo l&#8217;arrivo della banda a Contention: di nuovo c&#8217;è il carisma di Charlie Prince<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: e di nuovo Wade in camera ha tentato Evans, col denaro e le chiacchiere</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sì, è il minimo che poteva fare del resto;<br />
veramente geniale, Prince corrompe i cittadini, mette una &#8216;taglia&#8217; sui carcerieri di Wade&#8230; grande trovata questa</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: però poi diventa un po&#8217; controproducente&#8230;</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: e bellissima la sequenza in cui Wade descrive esattamente come Butterfield, l&#8217;uomo che voleva Wade ad ogni costo, getterà la spugna, proprio mentre si comincia a vedere che nella stanza di sotto comincia a venirgli qualche dubbio</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: sì, anche io stavo pensando la stessa cosa! La telecamera inquadrava esattamente cosa stava facendo Butterfield al piano di sotto, mostrando che le previsioni di Wade si sarebbero avverate da lì a pochissimo. Bella bella scena.</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sai&#8230; pensavo che se fossi stato uno dei banditi, nella sparatoria durante il tragitto, avrei mirato a Wade: nella concitazione, un colpo un po&#8217; storto poteva partire, e non si sarebbe mai saputo chi aveva sparato&#8230;</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: E&#8217; fantastico adesso! L&#8217;idea di mettere un premio per chi uccide chi scorta Wade rischia di far uccidere Wade e non solo Evans! I cittadini sono dilettanti, non sanno chi è Ben Wade dei due, e sparano a entrambi pur di avere il denaro!<br />
Si crea il paradosso: Charlie adesso deve difendere sia Evans che Wade sparando contro i cittadini scatenati da lui stesso!<br />
E&#8217; uno dei molti momenti sorprendenti di questo film&#8230; e dove i ruoli si confondono e scambiano, ancora una volta&#8230;<br />
Bellissimo! Bella idea, bello spunto!</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: Ed ecco Evans che a sua volta fa il tentativo di &#8216;persuadere&#8217; Wade, con la storia strappalacrime della sua trista vita<br />
il figlio piccolo tubercolotico, il figlio grande che lo disprezza perché lo ritiene codardo, la sua gloriosissima ferita di guerra infertagli in realtà per sbaglio da un commilitone durante una ritirata, e altra litania di disgrazie<br />
<span style="color: #008080;"> Alessio</span>: probabilmente Wade si lascia convincere a farsi portare al treno pur di non dovere più ascoltare una patetica lagna del genere <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  tanto sa che poi i suoi uomini gli forniranno comunque i mezzi di andarsene<br />
<span style="color: #008080;"> Alessio</span>: sembra quasi che si prendano per i fondelli a vicenda</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: e più Evans si lamenta più mi diventa antipatico<br />
<span style="color: #993366;">Aurora</span>: bleah&#8230; Ben Wade tradisce tutti: sia la propria banda, che ha la sola colpa di essergli stata leale, sia Evans, dato che era già sicuro che sarebbe sceso presto dal treno, per giunta proprio col suo cavallo portato lì dai suoi uomini, che l&#8217;hanno servito anche di pistola, cappello e tutte le sue cose.<br />
Un verme irriconoscente, immorale, senza codice d&#8217;onore.</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: infatti, lo stesso Russell Crowe in un&#8217;intervista che rilasciò ai tempi del lancio del film, dice che il suo personaggio è davvero malvagio: e che si palesa appunto proprio alla fine del film, quando anche il pubblico ormai lo crede più o meno quasi una brava persona avviata all&#8217;espiazione!</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: diventa sempre più chiaro perché &#8220;la frase chiave&#8221; è quella dell&#8217;uomo delle gallerie &#8220;qui la morale non c&#8217;entra per niente&#8221;<br />
non c&#8217;è alcuna redenzione; e non c&#8217;è integrità morale quasi in nessuno</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: Molte cose in questo film sono state create apposta per essere ingannevoli, lo dicevo sopra, che sono partiti dal principio che nella storia tutto fosse sfumato e molte cose ambigue.<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: che nulla sia come sembra, che i ruoli siano confusi: pensa a quando Butterfield, prima di accettare di assumere Evans, gli chiede per chi aveva combattuto, se Nord o Sud. Evans dice ‘Nord’. E Butterfield: “bè nel nome (Southern Pacific) c’è il sud, ma la compagnia è di Chicago. Accetto”.<br />
E’ anche questo, se pur sembra un’inezia, uno dei mille sintomi di ipocrisia ambiguità e confusione che il regista suggerisce in questo film.</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: vero&#8230; in fin dei conti, le azioni apparentemente &#8216;cattive&#8217; della banda in realtà sono le più oneste, perché almeno non hanno secondi fini nascosti<br />
<span style="color: #008080;"> Alessio</span>: Non nascondono cosa sono davvero, non si fingono qualcun altro<br />
alla fine i banditi sono i più sinceri del film&#8230; i meno detestabili</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: E&#8217; per questo appunto che Charlie Prince è il mio personaggio preferito!<br />
Perché è l&#8217;opposto, l&#8217;antitesi di tutti i lati negativi degli altri personaggi: di tutto quanto di ipocrita, vile, falso, e ambiguo infetta gli altri e di cui abbiamo detto in questa conversazione.<br />
<span style="color: #993366;"> Aurora</span>: il film è pieno di atti disonesti, da parte di chiunque.. per esempio, pensa a come ha fatto Evans a favorire la cattura di Wade..<br />
L&#8217;ha fatto con l&#8217;inganno, e poi lui era entrato nel saloon per cercare Hollander, verso cui era arrabbiato nero..<br />
Invece ha trovato Wade, s’è scordato di Hollander e con un voltafaccia ha trovato in modo di spillare qualche dollaro a Wade e nel contempo tenerlo impegnato mentre vedeva che lo sceriffo entrava da dietro.<br />
Insomma, se Evans fosse stato un vero &#8216;buono&#8217; da film, gli avrebbero trovato un modo meno infame di agire</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: questo di sicuro</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: in conclusione, per l&#8217;ennesima volta&#8230; è un bellissimo film! Pieno di belle idee, è riuscito ad essere originale anche se è un remake.<br />
Sarà la quarta volta che lo vedo ma me lo godo sempre tantissimo, anche se magari avrei preferito un finale leggerissimamente differente <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: sì, anche a me è piaciuto! Un bel remake che migliora l&#8217;originale, aggiungendo parecchi spunti interessanti e avvincenti. Non c&#8217;è proprio male!<br />
<span style="color: #008080;"> Alessio</span>: uhm, piccola, è ora di andare a letto&#8230;</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: sì, è molto tardi!</p>
<p><span style="color: #008080;">Alessio</span>: <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  :* ci sentiamo a voce per la buonanotte!</p>
<p><span style="color: #993366;">Aurora</span>: ok <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Il mistero dell’acqua</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 18:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Film dal 2000 in poi]]></category>
		<category><![CDATA[Giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Costumi]]></category>
		<category><![CDATA[Dramma]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Durante la notte fra il 5 e 6 Marzo 1873, due donne, immigrate norvegesi, furono barbaramente assassinate sulle Isole Shoals, una manciata di isole a 10 miglia dalla costa del New Hampshire e del Maine. Una terza donna si salvò, restando nascosta fino all&#8217;alba in una grotta sul mare. Su chi fosse stato ad uccidere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Durante la notte fra il 5 e 6 Marzo 1873, due donne, immigrate norvegesi, furono barbaramente assassinate sulle Isole Shoals, una manciata di isole a 10 miglia dalla costa del New Hampshire e del Maine. Una terza donna si salvò, restando nascosta fino all&#8217;alba in una grotta sul mare.<br />
Su chi fosse stato ad uccidere Anethe e Karen Christenson, si discusse e decise in Tribunale; Luis Wagner fu condannato e giustiziato per i due omicidi, ma dubbi e lacune lasciavano spazio per altre ipotesi, e la questione è stata dibattuta per oltre un secolo.&#8221;</em></p>
<p>Il film si svolge su due piani temporali (un po&#8217; come &#8220;Pomodori verdi fritti&#8221;, per intenderci), uno passato, la storia dell&#8217;efferato delitto delle isole Shoals, e uno presente, narrato dal punto di vista di Jean e spesso attraverso i suoi pensieri.</p>
<p>Jean (Catherine McCormack) è una fotografa professionista, e una rivista le ha chiesto delle fotografie per un articolo su due delitti del passato.<br />
Suo marito Thomas (Sean Penn) è un famoso poeta già vincitore di un premio Pulitzer, ma da tempo preda di un totale blocco creativo (&#8220;non porto più neanche la penna con me&#8221;, dirà nel corso del film), ormai dedito all&#8217;alcool e gran seduttore.<br />
Inutile dire che il loro matrimonio attraversa una crisi profonda.<br />
Jean pensa di approfittare dell&#8217;incarico ricevuto per trascorrere un weekend &#8216;diverso&#8217; col marito, per &#8216;staccare un pò&#8217;, per allentare la tensione fra loro:<br />
<em><span style="color: #800080;"> &#8220;Mio cognato ha una barca e ho pensato che avrebbe potuto portarci all&#8217;isola di Smuttynose dove sono avvenuti i delitti.<br />
Abbiamo lasciato nostra figlia con sua nonna&#8230; credevamo sarebbe stata una specie di vacanza.&#8221;</span></em></p>
<p>Sulla barca di Rich (Josh Lucas), la coppia trova l&#8217;ultima fiamma di quest&#8217;ultimo, Adeline (Elisabeth Hurley), che non si fa scrupolo di flirtare fin da subito apertamente con Thomas: questo elemento inaspettato manda a monte le speranze di Jean di riavvicinarsi al marito.</p>
<p>Inoltre Jean deve fare le fotografie commissionatele, e ben presto si appassiona alla storia di quel sanguinoso duplice delitto ottocentesco, e la sua attenzione è sempre più assorbita da quella nebulosa storia di più d&#8217;un secolo prima: indaga e arriva a essere certa che il colpevole non è l&#8217;uomo giustiziato.</p>
<p>E la regista K. Bigelow ci sposterà costantemente avanti e indietro nel tempo con sapiente maestria, dedicando uno spazio molto maggiore alla storia del passato e comprimendo all&#8217;essenziale, &#8216;stilizzandola&#8217;, la storia del presente.</p>
<p>La storia del 1873 in fondo altro non è che la storia di Maren, la donna sopravvissuta alla notte dei delitti, che si può considerare la vera protagonista di tutto il film.<br />
Maren ancora giovanissima fu &#8216;punita&#8217; dal padre e dalla sorella Karen con un matrimonio imposto all&#8217;improvviso con John, un pescatore molto più vecchio di lei: la causa era il suo rapporto d&#8217;amore col fratello Evan, un affetto troppo sconveniente e morboso, ma mai dimenticato; nemmeno quando lei e John partono, in una sorta di esilio, dalla Norvegia verso la lontanissima e sperduta isola di Smuttynose, al largo del Maine (&#8220;in America, il luogo delle opportunità&#8221;); questo circa 3 anni prima del delitto.</p>
<p><img class="alignnone" title="Maren" src="http://i98.photobucket.com/albums/l271/vanilla_26/water.jpg" alt="Maren" width="437" height="242" /></p>
<p>Maren approda su questo scoglio che non s&#8217;aspettava così isolato e desolato, vive le giornate sola mentre il marito è in mare, ed è soverchiata da tanto e durissimo lavoro, particolare su cui la regista indugia spesso, probabilmente per sottolineare la moltitudine di pressioni di ogni tipo a cui Maren è sottoposta, sia psicologiche che fisiche: la vita coniugale con un uomo che non ama, il ricordo segreto e doloroso del suo unico vero e &#8216;sbagliato&#8217; amore, la solitudine, la fatica continua che s&#8217;accumula man mano che in casa arrivano &#8216;ospiti&#8217; a lei sgraditi, come Luis Wagner (Ciarán Hinds), conoscente del marito a cui John per pietà vuol dare un tetto, che non esita ad allungare le mani su Maren quando John non c&#8217;è.</p>
<p>Anche questa parte della storia è spesso raccontata attraverso i pensieri di Maren che fanno da voce narrante, e infatti essi stessi descrivono bene la sua vita e lo stato d&#8217;animo:<br />
<em><span style="color: #333300;"> &#8220;La cura migliore per la malinconia è la fatica.<br />
Attingevamo forza dal ritmo del nostro lavoro.<br />
Mio marito ed io ci abituammo alla solitudine.<br />
Il lavoro non mi pesava&#8230; mi avevano cresciuta per questo.<br />
Il vento portava via le nostre parole, perciò parlavamo di meno.<br />
Con il lavoro, immagino, avevamo meno da dirci.<br />
E&#8217; meglio non correre il rischio di fare una domanda spiacevole, o rivelare un affetto per un&#8217;altra persona: potrebbe arrecare un dolore involontario.<br />
E&#8217; più saggio, direi, stare in silenzio, e preservare il legame.<br />
Sapevo che non avrei mai potuto lasciare l&#8217;isola, e dovevo mordermi la guancia per non scoppiare in lacrime, che, una volta uscite, sarebbero durate per sempre.&#8221;</span></em><span style="color: #333300;"><br />
</span> </p>
<p>In questo già malinconico quadro, arrivano altre persone ad abitare per sempre sotto il loro stesso tetto: dalla Norvegia, dapprima l&#8217;odiosa sorella Karen, poi addirittura l&#8217;amato fratello Evan, che però riserva a Maren un&#8217;amara sorpresa, portando con sé una moglie bella e sciocca, Anethe, di cui è molto innamorato.<br />
Per Maren è un durissimo colpo.<br />
Anethe è pigra e inetta nei lavori domestici e tutta questa gente pesa su Maren: su lei comincia a gravare un impegno fisico insopportabile ed esasperante almeno quanto l&#8217;infelicità, ora accresciuta dalla presenza e dai comportamenti altrui, che deve sopportare in segreto nell&#8217;anima.</p>
<p>Per quanto le due storie, passata e presente, siano senza dubbio del tutto diverse nella trama, esse sono accomunate dal fatto che i personaggi di ambo i racconti sono afflitti da sentimenti, comportamenti, stati d&#8217;animo e situazioni del tutto simili: la repressione dei sentimenti (soprattutto delle protagoniste), le cose non dette che avvelenano dentro; e gli effetti nefasti della stretta convivenza, senza via o possibilità di &#8216;fuga&#8217; (che sia su una piccola barca in mezzo all&#8217;oceano, o sotto lo stesso tetto in un&#8217;isoletta pure in mezzo al&#8217;oceano), di persone che invece dovrebbero stare il più possibile lontane le une dalle altre, pena l&#8217;esplosione di una tragedia.</p>
<p>Sia Jean la fotografa che Maren la donna del passato vivono entrambe una grande tensione interiore, sono infelici, forse rassegnate e forse no: ma entrambe perdono del tutto ogni minima speranza di miglioramento appena ciascuna di loro si trova obbligata a sopportare, in un ambiente claustrofobico, lo stretto contatto con persone e situazioni sgradevoli che faranno inevitabilmente esplodere i problemi che sperano di dimenticare.</p>
<p>Quando Maren si abitua all&#8217;isola di Smuttynose, quando si rassegna e pensa di poter avere un&#8217;esistenza almeno quasi serena, ecco che il suo precario equilibrio è infranto dall&#8217;arrivo in quel luogo &#8211; la casa sull&#8217;isola, che diventa sempre più stretta &#8211; di persone del suo passato che tornano a renderle la vita insopportabile, persone che ama (Evan) persone di cui è gelosa (Anethe), persone che detesta (Karen), ma che deve comunque sopportare in silenzio, trattenendo e nascondendo ognuno dei suoi fortissimi e tempestosi sentimenti, che si accumulano e comprimono come gas e lava dentro un vulcano.</p>
<p><img class="alignnone" title="Rich - Thomas" src="http://i98.photobucket.com/albums/l271/vanilla_26/Rich-Thomas.jpg" alt="" width="432" height="285" /></p>
<p>A Jean accade qualcosa di simile: sperava di avere un fine settimana sereno con Thomas e il suo buon cognato Rich, sulla barca. Invece troverà a bordo Adeline, senza scrupoli e disinibita, per giunta attratta da suo marito.<br />
<em><span style="color: #993366;"> &#8220;Rich ci ha presentato la sua nuova ragazza, non sapevo che avrebbe portato qualcuno&#8221;</span></em>, pensa Jean con disappunto e amarezza, dietro i sorrisi, salendo in barca.<br />
E analogamente Maren pensa, quando il suo vulcano trema per troppa sopportazione: <em><span style="color: #993366;">&#8220;Nessuno può dire con certezza, come reagirà quando la rabbia s&#8217;impossessa del corpo e della mente&#8221;</span></em>.</p>
<p>In entrambi i casi l&#8217;isolamento, e l&#8217;impossibilità di salvezza, o di allontanarsi dalle penose situazioni, è dato dall&#8217;acqua: il mare che circonda la piccola barca del presente, il mare che circonda la casa sulla minuscola isola del passato.<br />
L&#8217;acqua dell&#8217;Oceano, a cui K. Bigelow torna dopo averla celebrata in Point Break, e che come lì è vita (il cibo per i pescatori) ma anche prigione e infine teatro di tragedia.<br />
Ecco perché, giustamente, il titolo originale è The Weight of Water, il PESO dell&#8217;acqua, che può indicare quanta importanza l&#8217;acqua abbia in queste storie, ma anche la &#8216;pressione&#8217; esercitata dall&#8217;acqua, in analogia con le pressioni a cui sono sottoposte le protagoniste nelle rispettive situazioni; invece meno sensato, ma più furbo, è stato tradurre il titolo in italiano insistendo sul mistero.</p>
<p>L&#8217;acqua &#8216;pesa&#8217;, in questo caso, isolando insieme le persone sbagliate in un luogo ristretto, e la pressione a cui sono sottoposte porta ad esasperare gli animi.<br />
Aggiungerei che l&#8217;isolamento di per sé non sarebbe così dannoso, se insieme, a stretto contatto, ci fossero sempre e solo le persone giuste, quelle che vorremmo davvero con noi.<br />
Se solo si potesse sempre scegliere!</p>
<p>Il film è girato benissimo, i passaggi fra passato e presente sono da manuale, così come i flashback; la fotografia e i paesaggi sono splendidi, magnifiche le riprese degli elementi naturali, mare vento onde rocce, che incombono su tutto.<br />
Mi sono piaciuti particolarmente gli abiti e gli ornamenti indossati da Maren: per quanto lei e John siano tutt&#8217;altro che ricchi, e lei fatichi pesantemente da mane a sera, e in un luogo isolato, non si può non notare con quanta dignitosa cura e gusto estetico sia sempre abbigliata.</p>
<p>La storia del presente sembra un po&#8217; irrisolta, meno &#8216;raccontata&#8217;, ma il fascino del film è anche nei contrasti tra il racconto del passato, che ha la natura di un thriller-mystery, ed è narrato con precisione in ogni dettaglio in modo che alla fine nulla rimanga oscuro per lo spettatore, e il racconto presente che è molto &#8216;allusivo&#8217;, con omissioni e silenzi carichi di significato, e che rimane &#8216;sospeso&#8217; e con poche spiegazioni.<br />
Tutti i protagonisti del presente non parlano &#8216;davvero&#8217;: dicono frasi di circostanza, fanno citazioni letterarie, si scambiano sguardi e gesti che certo non risolvono i loro rapporti, pur avendo tante cose dentro che affliggono ciascuno; il migliore è Rich, che è quello più genuino, capace anche di lanciare qualche sincero e serio rimprovero al fratello maggiore, narciso ed egoista.<br />
Jean, perdendosi a rovistare nell&#8217;antica storia degli omicidi sull&#8217;isola, perde di vista la salvezza della sua propria situazione presente; per ignavia cerca di reprimere i suoi disagi e guardare altrove, come gli altri evita di parlarne; anche se soffre, non lotta e non reagisce; anche se nell&#8217;intento iniziale voleva che quel fine settimana fosse &#8216;benefico&#8217;, in definitiva perde l&#8217;ultima occasione.<br />
E questo è forse più misterioso del delitto di Smuttynose.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/nelE1UbylSE" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>Titolo originale : The Weight of Water<br />
Regia	Kathryn Bigelow</p>
<p>Maren Hontvedt: Sarah Polley<br />
Ciarán Hinds: Luis Wagner<br />
Jean: Catherine McCormack<br />
Thomas: Sean Penn<br />
Rich: Josh Lucas<br />
Adaline: Elisabeth Hurley</p>
<p>USA/Francia/Canada<br />
Anno	2000<br />
Durata	113 min<br />
Colore / Sonoro<br />
Genere: drammatico, mystery, thriller<br />
Sceneggiatura: Alice Arlen<br />
Fotografia: Adrian Biddle<br />
Scenografia: Karl Juliusson<br />
Costumi: Marit Allen<br />
Musica: David Hirschfelder</p>
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		<title>Nuova casa!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 07:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi nasce la nuova casa del mio blog cinefilo, a questo indirizzo: http://laragazzadeisogni.net . Grazie di cuore e un mare di baci ad Aleksej che mi ha regalato la nuova web-casa per il mio compleanno, e per spronarmi a ricominciare a scrivere di cinema con regolarità. E che mi aiuta coi plugin e il resto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://3.bp.blogspot.com/_zJ6dkf3rT-U/R085kS4QWmI/AAAAAAAAAuA/7XwAskFYVUI/s320/castello2.gif" alt="" /><br />
Oggi nasce la nuova casa del mio blog cinefilo, a questo indirizzo: <a href="http://laragazzadeisogni.net">http://laragazzadeisogni.net</a> .</p>
<p>Grazie di cuore e un mare di baci ad Aleksej che mi ha regalato la nuova web-casa per il mio compleanno, e per spronarmi a ricominciare a scrivere di cinema con regolarità.<br />
E che mi aiuta coi plugin e il resto. Perla d&#8217;uomo! <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>I Dardos</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 08:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Con mio notevole stupore, nonostante il mio silenzio su questi lidi, di cui non smetto mai di rammaricarmi e per cui DAVVERO mi riprometto sempre di tornare a scrivere, ho trovato questa sorpresa. Il blog &#8216;La Ragazza dei Sogni&#8217; ringrazia l&#8217;Esule Cinefilo per la nomination al premio DARDOS, e già il fatto che Daniel abbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con mio notevole stupore, nonostante il mio silenzio su questi lidi, di cui non smetto mai di rammaricarmi e per cui DAVVERO mi riprometto sempre di tornare a scrivere, ho trovato questa sorpresa.<br />
Il blog &#8216;La Ragazza dei Sogni&#8217; ringrazia <a href="http://esulecinefilo.wordpress.com/">l&#8217;Esule Cinefilo</a> per la nomination al premio DARDOS, e già il fatto che Daniel<span id="more-1904"></span> abbia pensato anche a me, e che comunque io abbia così ritrovato un &#8216;collega cinefilo&#8217; perso di vista, mi rende grata. <img class="alignleft" title="Premio Dardos" src="http://i98.photobucket.com/albums/l271/vanilla_26/premio_dardos.jpg" alt="" width="218" height="288" /></p>
<p>&#8220;Il Dardos è un riconoscimento consegnato ai blogger che “hanno dimostrato impegno nel trasmettere contenuti culturali/ etici/ letterari/ attuali, e comunque meritevoli d’esser letti”.</p>
<p>Il regolamento prevede che il nominato, accettando, pubblichi un breve post in cui indichi chi, a suo parere, è meritevole del premio (è menzionabile un massimo di 15 blog).</p>
<p>La mia lista è breve, perché sinceramente motivata.<br />
Per quanto io appaia assente dal mio e da altrui blog, ho tuttavia avuto modo di leggere (talora per casi del tutto fortuiti) i bloggers che nomino qua sotto, e ne sono rimasta positivamente colpita:<br />
per la competenza, per i contenuti e l&#8217;originalità delle loro scelte, non sempre facilissime, per lo stile peculiare di ciascuno (persino per la bellissima prosa, in certi casi);<br />
perché spesso ne condivido i gusti, o l&#8217;approccio verso i film;<br />
perché ammiro le loro recensioni, perché danno delle ottime dritte, e perché hanno un modo attraente di esporre e argomentare: quello delle persone appassionate.</p>
<p>Alcuni di loro nemmeno mi conoscono, spero che accetteranno la..  uh&#8230;&#8217;catena&#8217;&#8230; è una cosa nuova anche per me!<br />
Ah! Li ho elencati..così, a caso&#8230; in ordine sparso!</p>
<p><a href="http://www.albertodifelice.com/notebook/">Alberto Di Felice</a></p>
<p><a href="http://mucchioselvaggio.wordpress.com/"> Blue in the face</a></p>
<p><a href="http://agegiofilm.altervista.org/">A Gegio film</a></p>
<p><a href="http://esulecinefilo.wordpress.com/">Daniel l&#8217;Esule Cinefilo</a></p>
<p><a href="http://cinemaleo.wordpress.com/">Cinemaleo&#8217;s blog</a></p>
<p><a href="http://cinemalopram.wordpress.com/">Cinemalopram</a></p>
<p><a href="http://www.giuleluci.blogspot.com">Giù le luci</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook_like addtoany_special_service" data-href="http://laragazzadeisogni.net/2010/07/15/premio-dardos/"></a><a class="a2a_button_twitter_tweet addtoany_special_service" data-count="none" data-url="http://laragazzadeisogni.net/2010/07/15/premio-dardos/" data-text="I Dardos"></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Flaragazzadeisogni.net%2F2010%2F07%2F15%2Fpremio-dardos%2F&amp;title=I%20Dardos" id="wpa2a_10"><img src="http://laragazzadeisogni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Secondo Amore</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 19:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Dovrebbe essere tanto semplice: due persone che si amano desiderano sposarsi. Perché diventa difficile tutto ad un tratto?&#8221; (Cary Scott). Siamo in una piccola città di provincia americana, negli anni &#8217;50. Lei: Cary Scott (Jane Wyman), ricca e matura vedova con due figli grandi che studiano fuori, molto carina e giovanile; e tuttavia &#8216;reclusa&#8217;, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dovrebbe essere tanto semplice: due persone che si amano desiderano sposarsi. Perché diventa difficile tutto ad un tratto?&#8221; (Cary Scott).</p>
<p>Siamo in una piccola città di provincia americana, negli anni &#8217;50.<br />
<strong><em> Lei</em></strong>: Cary Scott (Jane Wyman), ricca e matura vedova con due figli grandi che studiano fuori, molto carina e giovanile; e tuttavia &#8216;reclusa&#8217;, come si aspettano sia la comunità, sia i suoi figli, sia i suoi &#8216;amici&#8217; dell&#8217;alta società, nel ruolo di vedova che può rispettare la memoria del defunto marito solo facendo vita ritiratissima secondo le rigide convenienze, o al più risposandosi con qualche vecchio riccone simile all&#8217;ex marito (cosa di cui lei non ha alcuna voglia).<br />
<strong><em> Lui</em></strong>: Ron Kirby (Rock Hudson), bello, giovane, proletario, figlio del vecchio giardiniere di lei, e dedito alla coltura di alberi in vivaio; uomo schietto e sincero, di poche parole, che ama vivere sui monti, lontano da quella ipocrita società piena di vizi ma schiava delle convenzioni, e soprattutto tanto diverso dagli &#8220;amici&#8221; di Cary, quei &#8220;pilastri della comunità&#8221; tanto perbenisti, che si sollazzano fra alcool (gli uomini) e feroci pettegolezzi (le donne) al Country Club per passare le serate.<span id="more-1745"></span><br />
<img class="alignleft" title="Locandina" src="http://i98.photobucket.com/albums/l271/vanilla_26/films/copdjc.jpg" alt="Locandina" width="200" height="280" /></p>
<p>Lei e Lui, a dispetto della non piccola differenza d&#8217;età, si innamorano pressoché a prima vista, sinceramente e reciprocamente, infatti sono due anime candide, ingenue e pure, malinconiche e sole, semplicemente alla ricerca della felicità.</p>
<p>E&#8217; ovvio che non può essere semplice: è ovvio che Cary e Ron, pur innocenti e gentili, &#8216;rei&#8217; di un amore pudico di cui non hanno nulla di cui vergognarsi, desiderosi di sposarsi, avranno tutti contro.</p>
<p>Ed è vero che Cary è una donna matura con un&#8217;anima ancora da adolescente che sogna l&#8217;amore vero, ma è anche troppo abituata a tenere alle convenzioni, alla facciata, ha troppa paura del giudizio altrui, e soprattutto ama immensamente quei due mostri dei suoi figli, che sono certo il suo punto più debole, dato che lei è sempre vissuta per loro.</p>
<p>Ron invece è integro e fiero di essere così com&#8217;è, la perfetta incarnazione della &#8216;ricetta&#8217; di Henry D. Thoreau (un cui brano viene appunto citato nel film): &#8220;<span style="color:#008080;">La massa degli uomini conduce una vita di silenziosa disperazione&#8230;Perché abbiamo così disperata fretta di riuscire? Se un uomo non tiene il passo coi suoi compagni, forse è perché ascolta un altro tamburo. Lasciate che marci alla musica che sente, qualunque ne sia il ritmo&#8221;</span>.<br />
Lui è appunto uno che marcia secondo il proprio ritmo, senza fretta, seguendo i propri valori: &#8220;padrone di sé stesso&#8221;, come dice.</p>
<p><strong><em>La gente intorno</em></strong><br />
Gli amici di Ron, persone semplici anche se colte e istruite, gentili, accoglienti, intelligenti, comprensive, senza pregiudizi, sono il contraltare positivo della società conosciuta da Cary, e sono una delle note di speranza del film. Come a dire che per ogni persona meschina, maligna, ipocrita, stupida, egoista, pettegola e villana, esiste anche un rovescio della medaglia, da qualche parte: persone buone, di spessore intellettivo, che ci vedono come siamo oltre le apparenze, che amano pensare bene del prossimo; che non hanno bisogno del pettegolezzo per conversare, ma che sanno parlare di ogni argomento perché ne hanno lo spirito e l&#8217;intelligenza.<br />
Gli amici di Ron non badano al fatto che Cary sia meno giovane, o più ricca, la accolgono felici, con naturalezza e facendo festa, &#8216;tifando&#8217; sinceramente per i due innamorati.</p>
<p>Per quanto, dall&#8217;altra parte, nell&#8217;alta società che Cary frequenta, non siano tutti &#8216;cattivi&#8217; e ostili, e qualche buon diavolo ci sia.</p>
<p>Ma sono i figli di Cary i soggetti più odiosi di tutto il film, quelli imperdonabili, capaci di far davvero danno.<br />
E infatti, i peggiori avversari dell&#8217;unione fra i due innamorati sono Ned e Kay, gli ipocriti ingrati ed egoisti figli di Cary, a parole &#8216;aperti&#8217; e progressisti, in verità bigotti che la &#8216;ricattano&#8217; accusandola di voler rovinare le loro vite (salvo poi abbandonarla una volta -apparentemente- ottenuto quel che volevano), di volerli &#8216;sacrificare&#8217; all&#8217;amore per Ron, gettando vergogna su loro con questo matrimonio con un uomo così &#8220;diverso&#8221;, che ha anche un&#8217;età così diversa e &#8216;sconveniente&#8217;.</p>
<p>E infatti: <strong>è il &#8220;diverso&#8221; che sconvolge tutti, &#8220;l&#8217;inusuale&#8221;, &#8220;l&#8217;imprevisto&#8221;</strong>, come preannunciato dalla citazione nel film del brano di Thoreau.</p>
<p>Ai figli per esempio, starebbe anche bene che la madre si risposi, ma a patto che sia con uno della loro &#8216;casta&#8217;, uno simile al padre, uno come Harvey, già amico del defunto marito di Cary, un vecchio mezzo ipocondriaco che le ha già proposto:<br />
<em> &#8220;un matrimonio non romantico né passionale -che <span style="text-decoration:underline;">certo</span></em><em> tu non cerchi, Cary &#8211; ma fatto di affettuosa amicizia &#8211; che <span style="text-decoration:underline;">certo</span></em><em> è quello che vuoi anche tu, Cary&#8221;</em>. <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':-o' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per niente! Cary invece sogna ben altro&#8230; la sua anima giovane non può accettare qualcosa che non sia romantico o appassionato o sentimentale: non appare e non si sente una donna &#8216;matura&#8217;, anche lei è una &#8216;diversa&#8217;.<br />
Diversa anche perché prima di amare Ron aveva già rifiutato anche le avances aggressive di un altro dei &#8216;pilastri della comunità&#8217;, che una sera al Country Club le aveva proposto di diventare la sua amante.<br />
Diversa perché abbastanza ingenua da rimanere sinceramente stupefatta e sconvolta per le assurde insinuazioni e le malignità che alcune persone che la circondano sono capaci di pensare, dire e fare .</p>
<p>Ecco perché l&#8217;amore di Cary e Ron è puro, e disperato.<br />
Nessuno dei due è persona da scendere a compromessi: Ron annuncia chiaro che non vuole cambiare vita dopo sposato, non vuole mescolarsi ai &#8216;probi viri&#8217; solo per compiacere tutti, figli di Cary compresi.<br />
E Cary, anche prima dell&#8217;arrivo di Ron nella sua vita, dato che di uomini non sposati adatti a una donna della sua età non ce n&#8217;erano in una così piccola città, eccetto Harvey, preferiva stare sola piuttosto che fare un matrimonio di compromesso &#8216;per compagnia e sicurezza&#8217; o diventare l&#8217;amante di uno già sposato.</p>
<p>Non scende nemmeno al &#8216;compromesso&#8217; di comprarsi una televisione per compagnia, come le consiglia l&#8217;amica Sara!<br />
Sono stata sorpresa e divertita dal fatto che nel 1955 negli USA, in un film (questo) la televisione venisse definita &#8220;l&#8217;ultimo rifugio delle vecchie zitelle&#8221;!<br />
E Cary manda al diavolo il venditore, uscendo di casa per recarsi da Ron&#8230;</p>
<p>Ma&#8230;un giorno, proprio i figli gliene regalano uno, di televisore&#8230; gesto che suggella sia la loro presunzione d&#8217;aver vinto dividendola da Ron; sia la loro volontà di farne una donna già vecchia e priva di pulsioni e sentimenti, il cui posto è stare sola in casa; e che dà definitivamente all&#8217;apparecchio televisivo un valore simbolico che Cary aveva sfuggito fino a quel momento.<br />
Sembra che i figli siano riusciti a imporre a Cary quel che lei aveva sempre rifiutato in cuor suo&#8230; l&#8217;omologazione, la chiusura in un ruolo che odia ma in cui tutti la vogliono, le definitiva perdita della speranza di liberare finalmente la sua vera anima, tenuta così oppressa e sacrificata per tanti anni.<br />
Ma non è detto&#8230; la speranza non è persa, anzi proprio in quel momento Cary Scott riesce a veder chiaro e a ribellarsi&#8230;</p>
<p>Come avevo scritto <a href="http://laragazzadeisogni.wordpress.com/2009/02/10/la-campana-del-convento/">in un altro post</a>, Sirk era un bravo scrutatore dei malesseri sociali della famiglia americana, e lo faceva usando la via del melodramma, risultando, grazie al suo modo di raccontare, facilmente fruibile e grandemente apprezzato da ogni tipo di pubblico (aveva sempre un gran successo!), anche trattando temi di spessore: Sirk è perfettamente realista in tutto, i personaggi così &#8216;veri&#8217;, le psicologie e le situazioni; e al contempo sa pervadere il racconto di grande romanticismo e pathos.<br />
Le scenografie sono stupende e impeccabili, sia in interno che in esterno, gli ambienti sono eleganti e verosimili, i personaggi interpretati benissimo. Gli abiti si fanno notare per la cura dei particolari e la raffinatezza, quand&#8217;anche non siano quelli delle ricche signore.<br />
Il luogo del film è una città piccola, dove le reazioni a un evento sociale &#8220;strano&#8221;, come l&#8217;amore fra Cary e Ron, sono più immediate e forse più forti: e senza dubbio a quelle reazioni e alla meschinità, alla cattiveria, alle perfide insinuazioni, all&#8217;ostracismo della gente è più difficile sfuggire.<br />
Ma non solo di malesseri sociali si tratta, Sirk è attentissimo agli sviluppi psicologici dei suoi personaggi, a tutti quei tratti di cui ho detto man mano: amore malinconia purezza innocenza disperazione pudicizia ipocrisia ingenuità malignità, sentimenti incontenibili, pulsioni, vizi virtù e paure.<br />
Cary è confusa e piena di paure, almeno all&#8217;inizio: paura per i figli e dei figli, paura della maldicenza, paura anche di uscire dall&#8217;ambiente sociale privilegiato a cui è abituata. L&#8217;amore per Ron, e la forza di carattere di Ron, riescono a vincere tutte queste cose, eccetto la nefasta influenza che i figli hanno su Cary (core de mamma!), salvo quando Cary si accorge da sé che non vale la pena sacrificarsi per loro.<br />
Ma anche Ron, a sorpresa, ha qualche paura: innamorato com&#8217;è di Cary, ha paura che lei possa cambiarlo, qualora riuscisse a trascinarlo nel suo mondo per tentare di accontentare i figli (che odiano/temono tutto, del &#8220;diverso&#8221; Ron, anche il fatto che abiti in montagna in un vecchio mulino che ha ristrutturato da sé, e non nella casa &#8216;avita&#8217; come loro &#8211; ancora non c&#8217;era la pubblicità del Mulino Bianco, che ha fatto dei mulini degli immobili di lusso).<br />
La salvezza in tutto ciò, è trovare e rimanere sé stessi con fermezza.</p>
<p>E poi&#8230; lascio per ultima la cosa più umana di tutte: che dire della paura e della silente- quasi inconscia- gelosia della matura e bella Cary, nei confronti delle donne giovani che avvicinano quel bel fusto di Ron?<br />
E&#8217; vero che Ron è cotto di lei e non ha occhi che per lei&#8230; ma&#8230;queste cose nessuna donna innamorata può saperle con sicurezza, almeno fino a un certo momento della storia d&#8217;amore.<br />
E dunque, come è umana e realistica questa ansia di Cary, questa sua fragilità e insicurezza, questo ritirarsi nel guscio all&#8217;apparire di una donna giovane e pimpante, quando ancora il suo amore con Ron è &#8216;sospeso&#8217;; la consapevolezza un po&#8217; triste di non essere più giovane; il suo pensare, con certezza dettata dal timore, che dopo solo pochi mesi di distacco forzato, lui l&#8217;abbia dimenticata e abbia un&#8217;altra&#8230; Non è esattamente una qualsiasi di noi ?<br />
Quanto mi piace Sirk, realista e romantico.<br />
E questo film rimane sempre bello e sempre vero, mai demodé.</p>
<p>Remake -<br />
<em>- Il regista Fassbinder è stato un grande ammiratore del suo compatriota (Sirk era tedesco di nascita), e a questo film, Secondo Amore, si ispirò per un remake negli anni &#8217;70 (La paura mangia l&#8217;anima).<br />
- Il film americano &#8216;Lontano dal paradiso&#8217; (2002), ambientato negli anni &#8217;50, è appunto un remake, con qualche variante, di &#8216;Secondo amore&#8217;.</em></p>
<p>Titolo originale:	All That Heaven Allows<br />
USA, 1955 ; drammatico<br />
Durata:	89 min<br />
Colore / Sonoro<br />
Regia:	Douglas Sirk<br />
Jane Wyman: Cary Scott<br />
Rock Hudson: Ron Kirby<br />
Agnes Moorehead: Sara Warren, l&#8217;unica vera amica di Cary<br />
Gloria Talbott: Kay, la figlia di Cary<br />
William Reynolds: Ned, il figlio di Cary<br />
Conrad Nagel: Harvey</p>
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		<title>Babbo Bastardo</title>
		<link>http://laragazzadeisogni.net/2009/12/28/bad-santa/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 19:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Film dal 2000 in poi]]></category>
		<category><![CDATA[soundtracks]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro eroe si chiama Willie (Billy Bob Thornton), ed è un disgraziato dalla vita ‘borderline’, piccolo delinquente che ha vissuto in molti brutti posti (fra cui la prigione), a cui sono capitate brutte esperienze di tutti i colori, è alcolizzato fradicio, fuma troppo, è scostante asociale ladro donnaiolo sesso-dipendente. All’inizio della storia, lo troviamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il nostro eroe si chiama Willie (Billy Bob Thornton), ed è un disgraziato dalla vita ‘borderline’, piccolo delinquente che ha vissuto in molti brutti posti (fra cui la prigione), a cui sono capitate brutte esperienze di tutti i colori, è alcolizzato fradicio, fuma troppo, è scostante asociale ladro donnaiolo sesso-dipendente.<br />
All’inizio della storia, lo troviamo seduto al bancone di un bar, alla vigilia di Natale, a sbronzarsi, vestito da Babbo Natale. Come mai?<br />
Ascoltiamo i suoi pensieri mentre sta lì a bere prima di andare al ‘lavoro’:<span id="more-1472"></span><br />
“Ne ho vissute di situazioni del ca..o, ma se avessi immaginato che avrei dovuto sopportare un branco di mocciosi urlanti che mi pisciano in braccio per 30 giorni l’anno, mi sarei sparato…”<br />
…Sono sempre in tempo.”<br />
“A casa nostra non si festeggiava il Natale, non perché fossimo ebrei, ma perché mio padre era un incapace perfido stronzo vigliacco che come regalo mi dava un cazzotto dietro l’orecchio appena sveglio. Mio padre non ha mai combinato un c…o nella vita, e per questo se la prendeva con me…<br />
Però mi ha insegnato a forzare le casseforti.”<br />
Ecco, Willie è vestito da babbo natale perché la sua ‘professione’ da 7 anni a questa parte, è rapinare, la notte di Natale, i centri commerciali in cui viene assunto per impersonare il Babbo Natale per i bambini.<br />
Lavora con Marcus, nano di colore che fa la parte di Elfo (si fanno assumere in coppia, inviando curricula impeccabili e chiedendo pochi soldi di paga), e col quale divide perfettamente i compiti: Marcus, grazie alla piccola taglia, l’ultima sera di lavoro si nasconde facilmente ai sorveglianti riuscendo a restare nel grande magazzino al momento della chiusura, mentre il compare esce col resto dei clienti e dipendenti; può così far rientrare Willie, che si occupa di scassinare la cassaforte ben piena, mentre Marcus depreda il grande magazzino di varia merce di lusso, ordinatagli ogni volta da sua moglie Lois, una tipaccia volgarissima, odiosa, avida, delinquente e pure assassina, che fa da palo e da autista, aspettandoli fuori dal negozio col furgoncino.<br />
Questa è la tecnica collaudata ed efficiente di Willie e Marcus: 7 anni, 7 città diverse, 7 colpi puliti e ben riusciti.<br />
Peccato che Willie non riesca a tenersi i soldi, e sperperi ogni anno fino all’ultimo cent in alcool e donne.<br />
Sicché quando, arrivata la stagione, Marcus lo chiama per proporgli un colpo a Phoenix, accetta ancora.<br />
I problemi, che esasperano Marcus, vengono dal fatto che Willie è sempre più ubriaco, anche sul lavoro e davanti ai bambini, pieno di pessime abitudini e spesso fuori controllo, il che potrebbe farli licenziare e mettere in pericolo il vero scopo per cui sono lì coi costumi da Santa Klaus e da Elfo.<br />
Il direttore del grande magazzino, Bob Chipeska, tipo bigotto e pieno di scrupoli, nota le incontinenze di Willie e ne è allarmato “perché ha a che fare con degli innocenti!”, così confida le sue preoccupazioni al capo della sorveglianza, Gin, che comincia a tenere d’occhio i due.<br />
Intanto Willie-Santa Klaus incontra un bambino obeso e apparentemente un po’ tonto, orfano di madre e col padre in galera, ma che vive in una magnifica villa con una nonna completamente rimbambita: si chiama Thurman, e sembra prendere Willie per il vero babbo natale, anche se Willie è quasi costantemente brillo, e con lui è scostante e sgarbato come con tutti. Thurman lascia anche che Willie si installi nella sua bella villona…<br />
Il resto del film è molta roba (eppure è un film di soli 90?!), con sviluppi del tutto imprevedibili, ha un gran bel ritmo, e un finale a super sorpresa, nella sorpresa, nella sorpresa!<br />
Non si tratta del solito film-fotocopia, zuccheroso e pieno di buonismo, coi Babbi natale lindi e inamidati che fanno più o meno dei miracoli o qualcosa di simile… è invece una commedia amara e sarcastica, piena d’umanità vera, assolutamente  esilarante.<br />
Del resto non potrei immaginarmi un film sdolcinato o scipito e sciocchino interpretato da Billy Bob Thornton e prodotto dai fratelli Coen: confesso che il motivo che mi ha spinta a guardare questa pellicola, la ‘garanzia’ che non era un film di quelli che di norma evito accuratamente, è stato proprio il nome dell’attore protagonista e dei produttori.<br />
La confezione del film è impeccabile, i tempi perfetti, il commento musicale di tutto rispetto (la lista intera dei brani della colonna sonora <a href="http://www.stardustsoundtrack.com/scheda_st.php?id=296">QUI</a>), musiche bellissime che in questo film sottolineano spesso scene con cui stridono oltremodo, il che fa risaltare sia la musica che le sequenze.<br />
Molti dei brani li abbiamo già sentiti in altre note colonne sonore – ecco qui, tanto per esemplificare, uno dei pezzi, già usato in altri famosi film:<br />
<a href="http://www.fileden.com/files/2007/8/19/1362667/DmitriShostakovichWaltz2fromJazzSuite.mp3">\”Jazz Suite 2\” (1938) Dmitri Shostakovich – The Royal Concertgebouw Orchestra</a><br />
A dispetto di quell’inizio di trama accennato più  sopra, a dispetto di quel che può sembrare a tentare di raccontarla a parole, questa commedia è molto spassosa, divertente, intelligente, con dialoghi scoppiettanti pieni di battute: politicamente scorrettissima, con degli ottimi protagonisti.<br />
Per via di Marcus il nano, è piena di tante di quelle battute sui disabili che non sono affatto offensive per i disabili, ma che invece sono una presa in giro graffiante per le persone che vogliono usare quella sottospecie di ‘delicatezza’ o ‘correttezza’ terribilmente ipocrita nei loro confronti, o nei confronti di qualsiasi altro genere di persone a rischio di discriminazione per diversità di qualunque tipo.<br />
Per rimanere in tema di geniale ’scorrettezza’ del film, il personaggio più ‘cattivo’  è proprio Marcus, unitamente a quella orribile moglie che si ritrova.<br />
E poi, una vera perla (oltre a B.B. Thornton), c’è Bob Chipeska, il direttore del centro commerciale, un personaggio talmente azzeccato, come presa in giro del ‘politically correct’…<br />
E’ angosciatissimo dal linguaggio scurrile e da tutti i vizi di questo tizio, che ha impiegato come Babbo natale nel suo negozio, ma non ha coraggio di licenziarlo perché c’è di mezzo anche il nano di colore, ed è quindi al contempo spaventatissimo dall’idea di passare per scorretto/razzista.<br />
Chipeska scopre Willie-Babbo Natale a far sesso con una cliente cicciona nel camerino delle taglie forti, e pensa di aver trovato un pretesto incontestabile per togliersi dall’imbarazzo, ma quando chiama lui e Marcus nel suo ufficio per cercare di licenziarli, Willie fa leva sull’evidente lato ipocrita di Chipeska, prospettando al direttore le conseguenze del licenziamento di Marcus: la cosa avrebbe fatto scalpore, la faccia di Chipeska sarebbe andata in prima pagina sul giornale per “discriminazione sul lavoro” verso un handicappato e per giunta afroamericano e “pensa a 150 di questi bastardi (nani neri) incazzati fuori dalla porta con cartelloni megafoni e altre stronzate del genere, che sbraitano e urlano il tuo nome”.<br />
Chipeska, che non ha coraggio nemmeno di chiamare le cose col loro nome -dice “uno di voi due stava ‘fornicando’ con… una donna… prorompente” (per non dire una grassa, o cicciona o obesa, o anche solo sovrappeso) – terrorizzato preferisce “azzerare” la conversazione e l’accaduto.<br />
Perfino quando va a chiedere aiuto a Gin, il Capo della sicurezza, Chipeska è in imbarazzo e soppesa ogni parola, dato che Gin è un uomo di colore!<br />
John Ritter ha caratterizzato benissimo Chipeska. Alla sua memoria è dedicato il film, dato che morì subito dopo le riprese.<br />
Billy B. Thornton al solito ottimo, perfetto per questa parte di Babbo Natale stropicciato e scassinatore: per quanto Willie sia un disastro di uomo dalla vita fallimentare,  è ancora capace di gesti e sentimenti inattesi, e sotto quel burbero alcolizzato pieno di vizi, si vede che c’è tutt’altro che un uomo cattivo; bravissimo Tony Cox/ Marcus, autoironico e spiritoso senza ridere mai, e dalla oscillante personalità a sorpresa; bravi tutti gli attori.<br />
Non c’è un solo personaggio in questo film che non sia un perdente, nessuno che non sia un poveraccio a modo suo: è una carrellata di realistiche persone infelici, spesso fallite, comunque perdenti appunto, e per molti di loro la vita consiste nel cercare di arraffare tutto quel che possono quando possono.<br />
Per Willie/Bad Santa, per un pezzo il più fallito-irrecuperabile-senza speranza, ci sarà il riscatto finale, per niente scontato.<br />
Bella pellicola ironica, tagliente e divertentissima, e tuttavia in molti tratti tenera e dolce senza mai essere mielosa, in alcune sequenze anche molto drammatica: molto umana in ogni senso, anche negativo;<br />
per chi apprezza gli antieroi e anche per tutti gli altri: “Babbo Bastardo” mi è piaciuto tantissimo e mi sento di consigliarne vivamente la visione, per rilassarsi e ridere, con un film acuto che non teme di offendere nessuno.<br />
Buone feste a tutti!</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/HPn48muYl-E" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe><br />
Titolo originale:	Bad Santa<br />
Regia:	Terry Zwigoff<br />
Billy Bob Thornton: Willie<br />
Tony Cox: Marcus<br />
Brett Kelly: Thurman Merman<br />
Lauren Graham: Sue<br />
Lauren Tom: Lois<br />
Bernie Mac: Gin<br />
John Ritter: Bob Chipeska<br />
Paese:	USA/Germania<br />
Anno:	2003<br />
Durata: 90&#8242;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook_like addtoany_special_service" data-href="http://laragazzadeisogni.net/2009/12/28/bad-santa/"></a><a class="a2a_button_twitter_tweet addtoany_special_service" data-count="none" data-url="http://laragazzadeisogni.net/2009/12/28/bad-santa/" data-text="Babbo Bastardo"></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Flaragazzadeisogni.net%2F2009%2F12%2F28%2Fbad-santa%2F&amp;title=Babbo%20Bastardo" id="wpa2a_14"><img src="http://laragazzadeisogni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Of Human Bondage</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 20:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla vigilia di Halloween racconto una storia in cui appare una &#8216;strega&#8217;, nell&#8217;accezione malvagia del termine comunemente usata per definire donne cattive &#8211; terribili &#8211; crudeli &#8211; avide &#8211; che rovinano la vita al prossimo, ma alla fine spesso, e per fortuna, pure a se stesse. Dunque&#8230; C&#8217;era una volta, negli anni &#8217;30, un giovane, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: normal;">Alla vigilia di Halloween racconto una storia in cui appare una &#8216;strega&#8217;, nell&#8217;accezione malvagia del termine comunemente usata per definire donne cattive &#8211; terribili &#8211; crudeli &#8211; avide &#8211; che rovinano la vita al prossimo, ma alla fine spesso, e per fortuna, pure a se stesse.<br />
<img class="alignleft" title="Una scena" src="http://i98.photobucket.com/albums/l271/vanilla_26/films/BetteDavisinOfHumanBondage.jpg" alt="La strega del film" width="250" height="190" /><br />
Dunque&#8230;</span></p>
<p>C&#8217;era una volta, negli anni &#8217;30, un giovane, Philip Carey, che dopo aver tentato a Parigi di diventare un pittore,  deve arrendersi all&#8217;evidenza di non avere talento.<br />
Chiede un parere al pittore suo mentore, e costui gli parla molto chiaramente: &#8220;<em>Non si faccia conoscere per le sue qualità più modeste ma per qualcosa di meglio. Le consiglio di <strong>armarsi di coraggio e non continuare a rovinare la sua vita</strong>&#8230; C&#8217;è qualcos&#8217;altro cha la interessa?&#8221;</em>.<br />
Philip Carey non ha molto da scegliere: è affetto da &#8216;piede equino&#8217; una malformazione che lo rende zoppo, e decide allora di diventare medico come era suo padre.<br />
Ma nelle parole del maestro c&#8217;è già una traccia di un altro problema di Philip, quello che sarà <strong>base di tutta la storia: la debolezza di carattere di Philip, la mancanza d&#8217;iniziativa, l&#8217;adagiarsi in situazioni penose senza riuscire a liberarsene</strong>.</p>
<p>Egli torna dunque a Londra, e comincia a studiare medicina, modestamente mantenuto da uno zio&#8230;<span id="more-821"></span><br />
Un giorno incontra in un bar la cameriera Mildred Rogers e ne è subito inspiegabilmente attratto, per quanto lei non abbia grandi qualità&#8230; è graziosa ma non particolarmente bella, è scostante, ignorante e volgare. Mildred, dentro di sé, è da subito disgustata dalla malformazione di Philip, pur cominciando a flirtare un poco con lui come fa con molti altri. Accetta di frequentarlo, ma nel contempo esce anche con altri uomini.</p>
<p>Un suo rivale, più anziano, un certo Miller, un giorno gli si avvicina all&#8217;uscita del locale dove Mildred lavora, e molto affabilmente si presenta (&#8220;<em>Dato che siamo interessati alla stessa donna&#8221;</em>) e sportivamente gli dà alcuni consigli: <em>&#8220;<strong>Lei caro ragazzo è così&#8230; senza carattere</strong>&#8230; Guardi me, ci vuole polso!&#8221;</em><br />
<strong> Ed ecco di nuovo sottolineato il problema di personalità debole di Philip.</strong></p>
<p>Philip, nonostante la frequentazione con Mildred sia così infelice e saltuaria, condizionata dai capricci e dalle cattiverie di lei, è tanto preso che arriva a comprare un anello e chiedere di sposarla, ma Mildred gli annuncia che sta già per sposarsi con Miller.<br />
Anche se Philip continua a sentire un forte legame affettivo e cade nella depressione, lei sembra dunque uscire materialmente dalla sua vita&#8230;<br />
invece&#8230;<br />
Tornerà periodicamente a sconvolgere la vita di Philip,  spesso quando lui sta tentando di dimenticarla intrecciando rapporti seri con altre donne, migliori, più belle, intelligenti, gentilissime, che lo accettano per quel che è, e che lo farebbero certamente felice.<br />
Come Norah. E poi Sally.<br />
Donne alle quali non importa del suo &#8216;piede equino&#8217;, che lo amano genuinamente.<br />
Ma ogni volta che Mildred riappare, sempre per interesse, quando è nei guai, e ogni volta che ricompare è caduta più in basso&#8230;<br />
Ogni volta, ingannato dalle false moine iniziali di Mildred, e dalla sue bugie, Philip abbandona tutto quanto ha di buono, trascura e lascia chi lo ama davvero.<br />
Solo perché torna Mildred, che lui non ha mai smesso di amare di quell&#8217;amore inspiegabile e sottomesso, e che tuttavia, dopo la finta grazia con cui si presenta alla sua porta, ogni volta si rivela una strega sempre peggiore che gli fa ogni sorta di cattiveria, nonostante Philip la mantenga con grande sacrificio, dato che a sua volta riceve solo una modesta cifra dallo zio per mantenersi agli studi.<br />
Si susseguono svariate vicissitudini&#8230;</p>
<p><em>- Ora, il film non è eccelso, ma c&#8217;è la prima interpretazione strepitosa di Bette Davis nei panni di una perfetta strega, parte che la consacrò per sempre quale Dark Lady cinematografica- per la cronaca, il film è del 1934, lei aveva 26 anni &#8211; e per la quale fu nominata all&#8217;Oscar: ma quello era l&#8217;anno in cui &#8216;Accadde una Notte&#8217; fece il pieno di Oscar, così rimediarono assegnando l&#8217;Oscar alla Davis l&#8217;anno successivo per altro film -</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ma la ragione che mi ha spinta a scrivere questo post è la&#8230; strabiliante &#8216;tesi&#8217; psicologica</span>, per così dire, sostenuta nel film.<br />
Insomma io l&#8217;ho guardato con interesse soprattutto per <span style="text-decoration: underline;">l&#8217;affascinante psicologia del protagonista</span> &#8211; Carey è interpretato da Lesley Howard, la cui recitazione non è all&#8217;altezza di quella della Davis, ma la cui faccia è perfettamente adatta a interpretare il tipo sottomesso-<br />
Philip Carey è un uomo inspiegabilmente succube e attaccato a una donna per quanto lei sia una vera strega, e per quanto ne sia perfino disgustato!</p>
<p>E <span style="color: #993366;">[</span><span style="color: #993366;">spoiler</span><span style="color: #993366;">]</span> <strong>l&#8217;unico modo in cui riesce a liberarsi da questa schiavitù (il titolo in italiano è appunto &#8216;Schiavo d&#8217;amore&#8217;), è la morte della stessa Mildred!</strong><br />
E&#8217; qui che questa tesi mi ha incuriosita, poiché <span style="text-decoration: underline;">è l&#8217;esatto contrario</span> di quanto veniva mostrato in &#8216;<a href="http://laragazzadeisogni.wordpress.com/2009/01/18/rebecca/">Rebecca, la prima moglie</a>&#8216; : in Rebecca, Hitchcock ci mostra la protagonista intimidita e depressa per la presenza ancora troppo ingombrante di una morta, Rebecca, la prima moglie appunto!<br />
Ovvero, nel film di Hitchcock, le rivali, le donne tremende, non sempre è necessario che siano vive per rovinare la vita e il matrimonio: la povera seconda moglie di Max de Winter credeva che lui fosse ancora innamorato di Rebecca, credeva di essere stata sposata per mera compagnia (<em>salvo poi scoprire che si sbagliava sui sentimenti del marito, e che questi non era affatto legato alla prima moglie</em>)!</p>
<p><strong>Mi lascia molto perplessa</strong> che per estinguere un forte legame, e specie un legame di sudditanza, basti la morte o la sparizione della persona &#8216;adorata&#8217;.<br />
Non per niente alla fine del film, quando Mildred è morta &#8211; e solo allora lui chiede a Sally, che lo ama e lo aspetta da mesi, di sposarlo &#8211; dice alla ragazza:  <em>&#8220;Sono riuscito finalmente a capire che mi preoccupavo del mio piede, ma invece era il mio animo a zoppicare. Perché ero legato a una persona che mi rendeva infelice. Ma ora sono libero, la vita è nelle mie mani&#8221;</em>.<br />
<strong>Ecco, questo mi allibisce</strong>: che per lui sia normale che la vita torni nelle sue mani solo perché, e quando, quella tizia di cui era succube muore!<br />
Nulla dei sentimenti di Philip è dipeso dalla sua volontà o buon senso, lui non ha fatto alcuno sforzo per liberarsi da solo dalla schiavitù affettiva nei confronti di quella donna.<br />
Vivente o non vivente la persona verso cui era &#8216;addicted&#8217;!<br />
<strong>E se Mildred non fosse morta?</strong><br />
Philip avrebbe continuato per sempre la sua&#8230; &#8216;NON vita&#8217; ?</p>
<p>Quando chiede a quella ragazza, Sally &#8211; con così tanto ritardo &#8211; di sposarlo, la cosa anziché rallegrare lascia un sacco di perplessità, perché fino a 10 minuti prima, quando Mildred ancora era in vita, non ci sarebbe stato posto nel cuore di lui per un&#8217;altra!<br />
La sottomissione affettiva per Mildred è sempre stata più forte di qualsiasi sentimento per Sally!<br />
E dunque, fossi Sally, dubiterei seriamente di essere amata, e che Philip sia davvero libero anche dopo la morte della strega. <span style="color: #993366;">[</span><span style="color: #993366;">fine spoiler</span><span style="color: #993366;">]</span><br />
<strong>Ecco perché l&#8217;Happy End di questo film non mi convince per niente! </strong><br />
C&#8217;è qualche cosa di irrisolto in questo finale, come un nodo che non è stato sciolto, un problema e dei sentimenti troppo forti e complessi che si danno per chiusi e superati troppo facilmente e sbrigativamente, considerato il dramma doloroso di cui siamo stati spettatori: e dunque si percepisce che non c&#8217;è stata una vera soluzione.<br />
Vale la pena di vederlo comunque, questo film, <span style="text-decoration: underline;">anche</span> per questi motivi.</p>
<p><em>E poi, che ne pensate, o viandanti, di situazioni come questa esposta nel film?<br />
Le mie riflessioni sono giuste o sbagliate?</em></p>
<p>Vi raccomando intanto la visione di questa impressionante, eccezionale prova di recitazione, imperdibile:<br />
<iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/8g-w5cuWI5o" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe><br />
&#8216;Of Human Bondage&#8217;, dall&#8217;omonimo romanzo di Somerset Maugham.<br />
Titolo italiano: &#8216;Schiavo d&#8217;amore&#8217;<br />
Drammatico, 1934, USA<br />
Regia John Cromwell<br />
Philip Carey: Leslie Howard<br />
Mildred Rogers: Bette Davis</p>
<p><a class="a2a_button_facebook_like addtoany_special_service" data-href="http://laragazzadeisogni.net/2009/10/30/of-human-bondage/"></a><a class="a2a_button_twitter_tweet addtoany_special_service" data-count="none" data-url="http://laragazzadeisogni.net/2009/10/30/of-human-bondage/" data-text="Of Human Bondage"></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Flaragazzadeisogni.net%2F2009%2F10%2F30%2Fof-human-bondage%2F&amp;title=Of%20Human%C2%A0Bondage" id="wpa2a_16"><img src="http://laragazzadeisogni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La signora Skeffington</title>
		<link>http://laragazzadeisogni.net/2009/08/01/mr-skeffington/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 20:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[B/N]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Costumi]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Film anni '40]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bette Davis]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco un bel film drammatico del 1944, diretto dall&#8217;ottimo Vincent Sherman, e interpretato ammirevolmente da tutti gli attori (e che attori).La storia copre più o meno 30 anni di vita della protagonista, Fanny Trellis (Bette Davis!), iniziando nel 1914, quando lei è una giovane di ottima famiglia newyorkese, molto corteggiata da nugoli di giovanotti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ecco un bel film drammatico del 1944, diretto dall&#8217;ottimo Vincent Sherman, e interpretato ammirevolmente da tutti gli attori (e che attori).La storia copre più o meno 30 anni di vita della protagonista, Fanny Trellis (Bette Davis!), iniziando nel 1914, quando lei è una giovane di ottima famiglia newyorkese, molto corteggiata da nugoli di giovanotti che vorrebbero sposarla.</p>
<p>Lei però non ama nessuno, ma si lascia corteggiare, essendo oltremodo vanitosa.<br />
Oltre l&#8217;apparenza splendente però, c&#8217;è il fatto che lei e suo fratello Filippo conducono una vita al di sopra delle proprie possibilità finanziarie, dato che dopo la morte dei genitori hanno dilapidato completamente la fortuna di famiglia.<br />
Per di più Filippo fa precipitare la situazione quando, assunto dal ricco finanziere ebreo Skeffington (uno strepitoso Claude Rains), lo truffa causando dei forti ammanchi. In breve, Fanny approfitta dell&#8217;ammirazione di Skeffington per lei, per farsi sposare e sistemare i dissesti finanziari e il reato di Filippo senza che si arrivi a uno scandalo.<br />
Ma è solo l&#8217;inizio&#8230;<span id="more-750"></span></p>
<p>Da qui in poi&#8230; Dimenticate o non prestate attenzione alla massa di trame assurde riassunte in giro per il web e sui giornali! Io avevo creduto a un paio di esse (sito e giornale &#8216;autorevoli&#8217; (?), peraltro), ma guardando il film mi sono trovata man mano di fronte a una &#8216;trama&#8217; che non corrispondeva per niente a quella banalizzata dalle recensioni!</p>
<p>La trama è invece molto ricca, sottile e originale, per niente banale, anzi, dotata di vari colpi di scena, e con finale a sorpresa.<br />
Sono 30 anni che scorrono con ritmo molto &#8216;moderno&#8217;, veloce, e dove non c&#8217;è nulla di scontato: non è affatto la solita lenta &#8216;saga&#8217; di famiglia, tutt&#8217;altro.<br />
E queste vicende offrono anche molti spunti di riflessione su molte cose, dalla vanità al razzismo.</p>
<p>Per cui rinuncio completamente a parlarne, augurando di cuore al lettore di trovare questo film in qualche modo (io l&#8217;ho visto casualmente in tv, nella versione restaurata, ma non riesco a reperirlo nemmeno con mezzi poco leciti!).</p>
<p>Il film <span style="text-decoration: underline;">non</span> è solo la storia di una donna viziata e fredda sposata a un uomo buono, gentile, intelligente e innamorato, né un drammone familiare, ma parla di tante cose: <strong><em>direi che è un film sulla paura di invecchiare, di perdere la bellezza</em></strong>, una paura che per Fanny diventa ossessione.<br />
Lei non ama nemmeno la propria figliola avuta da Skeffington,  già è indispettita quando scopre d&#8217;essere incinta: <span style="color: #ff99cc;"><span style="color: #3366ff;"><em><span style="color: #3366ff;">&#8220;Se una donna non dorme 10 ore, non va ogni giono al salone di bellezza e le capitano malattie come questa </span></em></span></span>[gravidanza, n.d.a]<span style="color: #ff99cc;"><span style="color: #3366ff;"><em><span style="color: #3366ff;">, </span></em><span style="color: #e0b8d3;"><em><span style="color: #3366ff;">allora diventa brutta!&#8221;</span></em></span></span><em><span style="color: #e3c0d8;"> </span></em></span>, protesta Fanny col marito, per farsi spedire a fare i mesi di gravidanza in California, affinché nessuno la veda incinta!<br />
E Skeffington, al solito amorevole e comprensivo, risponde:<em><span style="color: #e3c0d8;"> </span></em><span style="color: #3366ff;"><em><span style="color: #3366ff;">&#8220;No, una donna diventa brutta solo quando non è amata!&#8221;</span></em></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Da notare la massiccia presenza di specchi, nella casa di Fanny!</span> E i giochi che la macchina da presa compie servendosi di essi.</p>
<p>Ci sono anche altri argomenti trattati con delicatezza:  quando Fanny e Skeffington divorzieranno, e la loro bambina è grande abbastanza,  ed è intelligente e buona come il padre, e molto triste,  e vorrebbe rimanere col padre a cui è legatissima, più che alla madre mondana e assente, Skeffington porta la figlia a pranzare con lui al ristorante, per dirle che loro due non potranno più vedersi che di rado;  cerca di spiegarle che lui e la mamma hanno una religione diversa, e che quindi lei deve restare con la mamma, ma la bambina dice che non vede differenza fra loro.<br />
E lui: <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #3366ff;"><em><span style="color: #3366ff;">&#8220;E&#8217; difficile  da spiegare a un bambino</span></em></span><em><span style="color: #3366ff;">&#8220;</span></em></span>, e la bimba:  <span style="color: #3366ff;"><em><span style="color: #3366ff;">&#8220;E&#8217; forse più facile spiegarlo a un adulto?&#8221; &#8220;&#8230;Forse no&#8230;&#8221;</span></em></span></p>
<p>Da tener presente che si attraversano molti periodi cruciali, che toccherano molto da vicino tutti i personaggi: la prima guerra mondiale, la crisi economica del &#8217;29, la persecuzione degli ebrei e la seconda guerra mondiale (questi ultimi eventi mentre l&#8217;ebreo Skeffington, e la figlia che ha scelto di vivere col padre, vivono a Berlino, da dopo il divorzio).</p>
<p>E&#8217; un film sulla vanità umana, che acceca facendo perdere di vista le cose davvero importanti, o serie e gravi, per limitare le vedute alle cose inutili e futili, nei casi più estremi come quello di Fanny.<br />
Finché anche chi è accecato/a da vanità ed egoismo, non si scontra brutalmente con la realtà inevitabile che costringe a rivedere tutto con occhi diversi: l&#8217;egoismo e la vanità si ritorcono contro di noi, prima o poi.<br />
<span style="color: #3366ff;"><em><span style="color: #3366ff;"> &#8220;Ci son cose peggiori al mondo, che una bellezza sfiorita!&#8221;</span></em></span> dice il buon cugino George.<br />
Fanny Skeffington resta sempre presa da sé stessa qualunque cosa accada&#8230; e lo fa quasi con &#8216;innocenza&#8217;, naturale incoscienza, non con malizia o malafede.<br />
E&#8217; malata di narcisismo e supeficialità, ogni tragedia che tocca gli altri le scivola accanto, non è alla portata della sua comprensione: l&#8217;imporante è che abbia sempre la sua corte di ammiratori, che abbia dei magnifici abiti e tutte le cure che una donna ora ricchissima può permettersi.</p>
<p>(Una nota divertente: vedere quali erano i metodi più sofisticati per mantenersi belle, usati nei saloni di bellezza del tempo per le signore ricche, un po&#8217; stupisce, un po&#8217; fa sorridere, se si pensa all&#8217;odierna medicina estetica, o alla chirurgia plastica. Una cosa simile si vede, ancor meglio, nel film &#8220;Donne&#8221; di G. Cukor, che adoro).</p>
<p>Tuttavia&#8230;il punto di forza di questo film è che non cade nel luogo comune di contrapporre una persona <span style="text-decoration: underline;">solo</span> cattiva/ o piena di difetti a una <span style="text-decoration: underline;">sol</span><span style="text-decoration: underline;">o</span> buona.</p>
<p>Bette Davis è stata sempre perfetta nel recitare ruoli di donna capricciosa senza cuore, pur non essendo bellissima.  Eppure qui, è fredda sì, è incapace d&#8217;amare, ma si tratta di puro narcisismo:  lei resta sempre fedele al marito, da sposata, e forse anche dopo il divorzio;<br />
ama essere corteggiata, uscire con gli ammiratori per feste e per ristoranti, perché è una conferma per lei, sul suo fascino, sulla bellezza a cui tiene così tanto, ma non si spinge mai troppo oltre, non è una depravata, non è una fedifraga.<br />
Insomma, non è un personaggio totalmente negativo.<br />
I suoi modi sono gentili, affabili, e lo sono in modo autentico, con tutti, sia col marito che coi corteggiatori: non ama nessuno, tranne sé stessa, è questo il suo male.</p>
<p>Finché non accadrà qualcosa che non aspettava.<br />
Finché non le giunge addosso la dura schiacciante realtà e i proprio i suoi difetti la conducono ad avere sorte che non immaginava.</p>
<p>E&#8217; importante per il film, durante tutto l&#8217;arco dei 30 anni narrati,  la figura rassicurante e di sostegno, del cugino buono, simpatico e sensato di Fanny, George Trellis, intepretato da Walter Abel, attore &#8216;minore&#8217;, molto bravo in questa bella parte.</p>
<p>L&#8217;interpretazione di Claude Rains (Skeffington) è eccellente, del resto non m&#8217;aspettavo nulla di meno da un attore che ha recitato come comprimario in Casablanca, Notorius, e molti altri film importanti accanto a grandi attori (lo ricordo anche come principe Giovanni nel Robin Hood di Errol Flynn, chissà perché spesso faceva dei ruoli da &#8216;cattivo&#8217; o da antagonista, alla fin fine era sempre simpatico!): trovo che questo attore sia stato sfruttato troppo poco come protagonista, ha una gamma espressiva formidabile. E qui recita con grande finezza.</p>
<p>Sia lui che la Davis ricevettero la nomination all&#8217;Oscar.</p>
<p>Bette davis, ho detto sopra, perfetta per certe parti, anzi, questo è forse il miglior ruolo della sua carriera per quanto è brava.</p>
<p>Questo film vale davvero la pena vederlo, cercarlo, trovarlo.</p>
<p>Ah&#8230; Le toilettes di Bette Davis in questo film sono spettacolose, quindi è doverosa una menzione per i costumi di <span style="text-decoration: underline;">Orry-Kelly</span> (che anni dopo vinse tre oscar, di cui due per i film &#8216;A qualcuno piace caldo&#8217; e &#8216;Un americano a Parigi&#8217;).</p>
<p>La colonna sonora, è di Franz Waxman, che ha musicalmente commentato molti film famosi, come <a href="http://laragazzadeisogni.wordpress.com/2009/01/18/rebecca-ovvero-della-gelosia-e-delle-paranoie-femminili-della-paura-e-di-altri-demoni-2/">Rebecca</a>, Sunset Blvd., Il Sospetto, Il dottor Jekyll e mr. Hyde, Capitani coraggiosi, Furia di F.Lang, Scandalo a Filadelfia di Cukor&#8230;e altri!</p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/o08Taot5dxA" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 2205px; width: 1px; height: 1px;">Titolo originale: Mr. Skeffington</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 2205px; width: 1px; height: 1px;">Anno: 1944</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 2205px; width: 1px; height: 1px;">USA, B/N, 145&#8242; , drammatico.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 2205px; width: 1px; height: 1px;">Regia: Vincent Sherman</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 2205px; width: 1px; height: 1px;">Fanny Trellis: Bette Davis</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 2205px; width: 1px; height: 1px;">Job Skeffington: Claude Rains</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 2205px; width: 1px; height: 1px;">George Trellis: Walter Abel</div>
<div>Titolo originale: Mr. Skeffington</div>
<div>Anno: 1944</div>
<div>USA, B/N, 145&#8242; , drammatico.</div>
<div>Regia: Vincent Sherman</div>
<div>Fanny Trellis: Bette Davis</div>
<div>Job Skeffington: Claude Rains</div>
<div>George Trellis: Walter Abel</div>
<p><a class="a2a_button_facebook_like addtoany_special_service" data-href="http://laragazzadeisogni.net/2009/08/01/mr-skeffington/"></a><a class="a2a_button_twitter_tweet addtoany_special_service" data-count="none" data-url="http://laragazzadeisogni.net/2009/08/01/mr-skeffington/" data-text="La signora Skeffington"></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Flaragazzadeisogni.net%2F2009%2F08%2F01%2Fmr-skeffington%2F&amp;title=La%20signora%C2%A0Skeffington" id="wpa2a_18"><img src="http://laragazzadeisogni.net/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Pranzo di Babette</title>
		<link>http://laragazzadeisogni.net/2009/02/17/il-pranzo-di-babette/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 11:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Silenziosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In uno sperduto paesino della Danimarca, in riva al mare nella zona dello Jutland, alla fine dell&#8217;ottocento, vivono due attempate signorine, le sorelle Martina e Philippa.  Le due sorelle, ci spiega la voce narrante femminile che ci accompagna lungo il film, hanno speso la vita e quasi tutta la loro modesta rendita in opere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-672 alignleft" title="pranzo di babette" src="http://laragazzadeisogni.net/wp-content/uploads/2009/02/pranzo-di-babette11.jpg" alt="pranzo di babette" width="300" height="237" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">In uno sperduto paesino della Danimarca, in riva al mare nella zona dello Jutland, alla fine dell&#8217;ottocento, vivono due attempate signorine, le sorelle Martina e Philippa.  Le due sorelle, ci spiega la voce narrante femminile che ci accompagna lungo il film, hanno speso la vita e quasi tutta la loro modesta rendita in opere di bene.  Il loro padre era stato Decano e aveva anche fondato a suo tempo una setta religiosa, di cui restano ancora pochi, anziani ma fedeli seguaci.<br />
Il Decano è morto da tempo, ma le sorelle ancora radunano i residui seguaci a <em>&#8216;leggere e interpretare il Verbo e onorare la memoria del Decano&#8217;</em> nella loro modesta casa.  Martina e Philippa hanno anche una domestica francese, Babette, cosa molto sorprendente dato il rigore della loro vita puritana, ma la spiegazione di ciò è parte della storia che il film racconta e <em>&#8216;deve essere ricercata nel profondo segreto del cuore&#8217;</em>&#8230;<span id="more-665"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si deve risalire alla giovinezza delle due, quando le due figlie del Decano erano dotate di grande bellezza, e, dato che non erano mai viste a balli o ricevimenti, i giovanotti andavano in chiesa per vederle.  Ma esse erano completamente dedite al padre e ad aiutarlo nella sua vocazione, e il padre d&#8217;altro canto era molto duro sull&#8217;argomento amore-matrimonio delle proprie figlie e per nulla incline a fare a meno del loro aiuto, per cui egli stesso rifiutava la loro mano a ogni giovane che chiedesse di sposarle.  E le stesse sorelle non manifestavano alcun desiderio di discostarsi dalla via tracciata dal Decano, per non dispiacerlo.  Mi fermo a fare una riflessione sul Decano: un uomo che per tutto il film dai suoi discepoli viene decantato come un esempio di virtù, ma che invece è senz&#8217;altro un mostro di egoismo, che non pensa un attimo alla felicità delle figlie e alla loro realizzazione nell&#8217;ambito di un amore coniugale e di una famiglia loro, ma le considera come strumenti indispensabili ad aiutare lui (<em>&#8220;esse sono la mia mano destra e la mia mano sinistra&#8221;</em> dice a ogni giovane pretendente <em>&#8220;volete forse privarmi di una mano?&#8221;</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Accadde che entrambe tuttavia, pur nel ritiro di quel remoto villaggio, venissero a contatto con due personaggi provenienti dal ‘Gran Mondo’ esterno&#8230;  <span style="color: #3366ff;">Lorens Lowenhielm</span>, un luogotenente degli ussari, di ricca famiglia,&#8217;<em>che aveva condotto una vita allegra e si era indebitato&#8217;,</em> viene inviato dal padre per punizione a trascorrere 3 mesi lontano dalla vita mondana, presso una vecchia zia, proprio nelle vicinanze del villaggio dello Jutland, dove egli un giorno ha occasione di vedere Martina: ne è così attratto che si fa introdurre dalla zia nella casa del Decano, e partecipa alle riunioni religiose per avere modo di stare accanto a Martina. Ma la giovane non fa nulla per incoraggiarlo, e le riunioni dal Decano,  la durezza di costui, la freddezza di Martina, il modo di vivere chiuso dei membri della setta, lo deprimono, e&#8217;<em>lo fanno sentire ogni volta più misero e insignificante&#8217;,</em> e alla fine si sente <em>&#8220;sconfitto da una setta di melanconici devoti che non hanno neppure il sale per la zuppa&#8221;</em>&#8230; Egli, trascorso il periodo di &#8216;esilio&#8217; , se ne va rinunciando a Martina per sempre, e dopo una riunione dal decano, le dice anzi che <em>&#8220;Qui ho imparato che il destino è duro e crudele, e che in questo mondo ci sono cose impossibili&#8221;</em>. Tornato a casa, si ripropone di dimenticare tutto l&#8217;accaduto, e di fare carriera, di dedicarsi con tutta la forza ad acquisire successi, di essere un giorno <em>&#8220;una figura brillante in un mondo brillante&#8221;</em> e così sarà.  Si sposa con una dama d&#8217;onore della regina Sofia, e inizia la sua vita di vittorie, senza riuscire però a dimenticare del tutto Martina.<br />
L&#8217;anno successivo, un altro personaggio, costui un francese famoso, capita nei pressi del villaggio danese&#8230; è un acclamato cantante lirico, di nome <span style="color: #3366ff;">Achille Papin</span>, ed è in cerca di silenzio, e di un luogo selvaggio e romantico dove riposare per qualche tempo&#8230; ma dopo un po&#8217; quel luogo sperduto comincia a deprimere anche lui, finché non ha occasione di ascoltare nella chiesetta del Decano, la voce di Philippa mentre canta: subito immagina in lei una futura primadonna dell&#8217;Opera, e si offre di darle lezioni.  Il padre acconsente, e, lezione dopo lezione, fra i due comincia a nascere grande affiatamento e tenerezza: è la stessa Philippa che tuttavia rinuncia a lui e chiede al padre di smettere le lezioni di canto. Anche il cantante Papin se ne torna dunque a Parigi, portandosi nel cuore il ricordo di Philippa e del suo talento canoro sepolto in quelle lande sperdute.<br />
Molti anni dopo questi fatti, una notte di settembre del 1871&#8230; Una donna arriva sfinita alla casa delle due sorelle ormai anziane, e porta con sé una lettera.  E&#8217; una lettera del cantante Achille Papin, la vecchia conoscenza di Philippa, che chiede il favore di accogliere la donna, <span style="color: #3366ff;">Madame Babette Harsan</span><span style="color: #3366ff;">t</span>, come cuoca e domestica. Durante quell&#8217;anno di moti rivoluzionari e guerra civile a Parigi, Babette ha avuti il proprio marito e il figlio fucilati come &#8216;Comunardi&#8217;, e lei stessa s&#8217;è salvata a stento. Non ha più nessuno in Francia, e non ha più nulla&#8230; Le due sorelle non possono permettersi una domestica, ma Babette non chiede nulla in cambio dei suoi servigi, eccetto che una casa presso cui vivere. Presto Babette si rivela attiva, energica e preziosa, si rende indispensabile, sebbene schiva e riservata, specie sul proprio passato&#8230; Babette, la donna parigina, si inserisce nel desolato villaggio danese, e l&#8217;unico legame che negli anni le rimane con la Francia è un biglietto della lotteria &#8216;che un amico fedele le invia ogni anno&#8217;.<br />
Dopo 14 anni che Babette è arrivata, ricorre il centenario della nascita del Decano, che le due sorelle vorrebbero commemorare, il 15 Dicembre, con i confratelli della setta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Con gli anni, fra i discepoli del Decano è cresciuta una brutta atmosfera tesa e polemica, di discordie, intolleranza e dissapori, e riaffiorano in continuazione vecchi rancori e recriminazioni.<br />
Giusto quell&#8217;anno il biglietto della lotteria di Babette le fa vincere 10000 franchi. Martina e Philippa temono che Babette con quei soldi se ne tornerà in Francia, e ne sono afflitte.<br />
Ma Babette chiede loro il permesso di preparare lei, coi propri soldi, un vero pranzo alla francese, <em>“un vrai diner français”</em>, per la commemorazione del 15 dicembre.<br />
La vista dell&#8217;arrivo delle provviste che Babette fa venire dalla Francia, tuttavia, presto turba le due sorelle, e le fa pentire di aver permesso<em> &#8216;questo pranzo francese&#8217;</em>: si confidano con i loro puritani confratelli, chiedendo perdono per aver dato il permesso perché <em>&#8216;un sabba si svolga sotto il loro tetto!</em>&#8216;.  Martina ha perfino degli incubi, in cui tutto quel cibo ‘insolito’ è associato alle fiamme dell’inferno. La comunità è abituata a un’esistenza estremamente modesta e a cibi molto poveri, (una zuppa di solo pane raffermo cotto con acqua e birra, senza nemmeno il sale come condimento, era stato il primo pasto che Martina aveva preteso di insegnare a Babette, appena costei era giunta dalla Francia!), e quindi le sorelle e gli altri sono estremamente sospettosi verso cibi che nella loro ignoranza e chiusura nemmeno conoscono (vedi la tartaruga per il brodo fatta arrivare da Babette).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri membri della congregazione per tranquillizzare le due, allora decidono che nulla verrà detto durante quel pranzo, sul cibo e sulle bevande, nessun commento verrà fatto: in quel modo esorcizzeranno il piacere del cibo, ostentando di ignorarlo, è questo il patto e la disposizione d&#8217;animo con cui arrivano al giorno del pranzo di Babette.<br />
Il giorno del pranzo, viene annunciato anche l’arrivo di un ospite in più: il Generale Lorens Lowenhielm, colui che era stato il giovane militare innamorato un tempo di Martina, che arriva in compagnia della vecchia zia che un tempo l’aveva ospitato, e che nel frattempo, in tutti quegli anni ha mantenuto le promesse fatte a sé stesso: è diventato un uomo di mondo, di successi e vittorie, ha soggiornato a Londra e Parigi,  frequenta la Corte Reale Svedese e ha fatto carriera.<br />
Ma&#8230; c’è una scena interessante, mentre l’ormai anziano Lorens si sta vestendo per andare al pranzo delle due sorelle.. egli immagina di vedere se stesso giovane seduto nella camera, e a quel ‘se stesso giovane’ si rivolge, dicendo <em>“Ho esaudito le tue ambizioni&#8230; Stanotte noi due dobbiamo chiudere i conti: dovrai dimostrarmi che all’epoca io feci la scelta giusta”</em>.  E ancora, più tardi: <em>“Può il risultato di tanti anni di vittorie, risolversi in una sconfitta?”</em><br />
La preparazione del pranzo, insieme con le scene della sua degustazione, sono la parte più bella del film&#8230;in un andirivieni fra la cucina, dove Babette trasformata, eccitata e padrona di sé, con sicurezza e maestria sopraffine prepara squisitezze, e la sala da pranzo dove sono radunati i commensali, puritani fanatici (eccetto il generale) che hanno giurato di non apprezzare il cibo di quel pranzo, un futile e peccaminoso piacere del corpo&#8230; Continuano a ripetere: <em>“non una parola sul cibo”, “il cibo non è importante”, “non gli rivolgeremo il nostro pensiero”</em>.<br />
Francamente in quei momenti mi viene immancabilmente da pensare più e più volte alla frase ‘gettare le perle ai porci’.  Per fortuna c’è il generale, che sa apprezzare degnamente, dall’inizio alla fine, sorso per sorso, boccone per boccone, decanta per tutto il pranzo quelle delizie per le quali Babette si è tanto prodigata.<br />
Babette per l&#8217;occasione ha infatti ordinato non solo il cibo e i vini più raffinati, le spezie, i formaggi pregiati, la frutta costosa, ma persino le eleganti tovaglie di lino, i candelieri d’argento, e un fine servizio di piatti   e bicchieri direttamente da Parigi&#8230;<br />
Il sontuoso menù non si può non menzionare, dato che viene dato molto spazio alle scene (interessantissime, perfino piene di suspence, quasi una serie di scene da film d’avventura) della sua preparazione:<br />
Babette prepara: brodo di tartatuga, Blinis Demidoff , <a href="http://lartedelsogno.wordpress.com/2009/02/17/cailles-en-sarcophage/">Cailles in sarcofage</a>, Insalata mista, Formaggi misti, Savarin alla frutta, e della splendida frutta .<br />
Fa servire vini e liquori pregiati, fra cui Amontillado e Champagne Veuve Clicquot  1860 (assaggiando il quale una signora della confraternita dice: “deve essere una specie di limonata”, salvo poi essere diventata un’avvinazzata prima della fine del pasto&#8230;), e del brandy a fine pranzo col caffè.<br />
Il generale è l’unico che sappia apprezzare per quel che valgono, anche economicamente, tutti quei piatti e bevande e cibi, e ne parla in continuazione durante il pasto, elogiando ogni cosa che assaggia con stupore sempre crescente, mentre gli altri si concentrano a mantenere la loro promessa di non fare apprezzamenti al cibo e continuano a citare frasi del Decano, aneddoti sul Decano e via dicendo&#8230; Quando arrivano la quaglie, le <a href="http://lartedelsogno.wordpress.com/2009/02/17/cailles-en-sarcophage/">Cailles en sarcofage</a>, il generale sopraffatto dalla sorpresa non può trattenersi dal raccontare che a Parigi, invitato al <a href="http://www.marcelproust.it/luoghi/parigi/cafe_anglais.htm">Café Anglais</a>, il ristorante più esclusivo della capitale (e invero menzionato in svariate opere letterarie), aveva mangiato proprio quelle cailles en sarcofage, invenzione di quella che allora era la chef del Cafè Anglais, una donna, caso unico fra gli chef, e <em>“considerata il più grande genio culinario di quei tempi!”</em> E dice <em>“Ma queste sono davvero le Cailles en sarcofage!”</em>. E racconta che quella donna-chef aveva fama <em>“di saper trasformare un pranzo in un’avventura amorosa”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo pranzo in effetti sembra, man mano che procede, riportare la pace e la serenità negli animi dei confratelli riuniti attorno alla tavola, fino a quel momento litigiosi e pieni di sentimenti ben poco cristiani nei confronti gli uni degli altri, per quanto usassero sempre pregare e citare il Decano e parlare dello Spirito e del Regno dei Cieli:  ora si perdonano i torti fattisi a vicenda, arrivano a benedirsi gli uni con gli altri&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Il pranzo di Babette è stato una sorta di choc salutare per la comunità&#8230;qualcosa di ‘diverso’, di abbondante e elegante, che ha fatto irruzione nella loro vita chiusa, che si risolve in un insieme di rinunce, privazioni riguardo tutto ciò che riguarda il corpo, e di pratiche religiose quasi ossessive, che però non li hanno portati ad essere migliori.  Sono migliori e più cristiani adesso, che si sono lasciati andare al piacere di una serata piena di bellezza, calore, bontà per il corpo, oltre che per lo spirito.<br />
Se ne vanno pieni di letizia e manifestandosi affetto&#8230; (cosa che io , che sono una cinica, disillusa e pure astemia&#8230; francamente se fosse un episodio reale attribuirei al molto vino servito e bevuto durante il pasto, essendo oltretutto essi persone anziane e non abituate al vino, e specie a quei vini e liquori&#8230; <img src='http://laragazzadeisogni.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   Immagino che smaltita la sbornia torneranno a scannarsi come prima&#8230; ).</p>
<p style="text-align: justify;">Stavolta Lorens Lowenhielm, congedandosi da Martina, le dice (al contrario di quanto le disse andandosene per sempre, quando era giovane):<em> “Stasera ho imparato che in questo mondo ogni cosa è possibile”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colpo di scena del film è prima il sospetto, poi la certezza che la scomparsa e leggendaria donna-chef del Café Anglais, di cui parlava il generale a tavola è proprio Babette&#8230;<br />
Ma soprattutto, la chiave della storia è per me nel dialogo-chiarimento alla fine del film fra Babette e le due sorelle.<br />
Esse si congratulano con Babette per il pranzo, lo hanno apprezzato davvero, e per fortuna&#8230;<br />
Ma sono ancora convinte che Babette tornerà in Francia coi 10000 franchi.<br />
Ma Babette rivela loro che non li ha più, i soldi: <em>“un pranzo al Café Anglais per 12 persone costerebbe esattamente 10000 franchi”</em>.<br />
<em>“Ma così sarete povera per il resto dei vostri giorni! Non dovevate fare questo per amore nostro”<br />
“Un’artista non è mai povero! &#8230; Non era solo per amor vostro&#8230;</em> <em><strong>Potevo renderli felici quando davo tutto il meglio di me</strong>&#8230; Papin lo sapeva&#8230; Lui disse che per tutto il mondo risuona un grido che esce dal cuore dell’artista: <strong>consentitemi di dare tutto il meglio di me!</strong>&#8220;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Babette dopo anni in cui non aveva potuto esercitare la sua arte e il suo talento, povera e in esilio in un luogo senza opportunità, ha approfittato della vincita alla lotteria per esaudire il suo grande desiderio e bisogno di dare sfogo al suo talento, e donarlo agli altri, per la soddisfazione di rendere gli altri felici con l&#8217;opera sua.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i discepoli del decano stanno così attenti a separare nella vita quotidiana ciò che riguarda il corpo da ciò che riguarda lo spirito, disprezzando il primo, e privandosi di ogni piccola gioia &#8216;materiale&#8217;, secondo gli insegnamenti del Decano, Babette invece col suo pranzo dimostra che anche le gioie del corpo, vissute senza eccessi, servono allo spirito, e sono indispensabili al suo benessere e al buonumore: per questo gli adepti della setta prima del pranzo sono in una fase negativa&#8230; le privazioni, e l&#8217;ignorare il corpo, a questo li ha portati, all&#8217;aridità e alla freddezza, alla rabbia e ai rancori e ai litigi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alla due sorelle, nel finale chiarificatore, quella che senza dubbio non solo comprende davvero appieno, anche col cuore, il gesto di Babette e ciò che ella prova, ma che scopre di avere una affinità con lei, è Philippa, anche lei dotata del talento eccezionale per il canto che aveva tanto colpito il famoso cantante Achille Papin, poiché anche Philippa (per amore del duro padre) represse il suo talento, come ora tocca fare a Babette.  E&#8217; Philippa che l&#8217;abbraccia in lacrime, nell&#8217;ultima inquadratura, sentendola ancora più vicina, e dicendole che in cielo lei incanterà gli angeli, con la sua arte del cibo, come Papin aveva una volta detto di lei e della sua arte nel canto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sono resa conto che forse ho parlato molto della storia, e poco dello spirito che secondo me emerge soprattutto nel finale del film.<br />
<strong>Questo non è un film a lieto fine… e forse nemmeno un film di buoni sentimenti, secondo me… </strong>E di più&#8230; solo quando lo vidi la prima volta, lo classificai un film di filone &#8216;mangereccio&#8217; e quasi a lieto fine&#8230;  Ma dopo le visioni successive, a età diverse, ci ho visto un &#8216;messaggio&#8217; completamente diverso (in effetti a pensarci bene, il lieto fine per Babette dove sta??? Ha perso marito e figlio fucilati, rimarrà sola al mondo alla morte delle due sorelle che la ospitano, e ha davanti a sé la prospettiva di una vecchiaia di miseria assoluta..).<strong><br />
</strong>Ai miei occhi questa è soprattutto una storia dolorosa<strong> </strong>di talenti e potenzialità tarpate e represse e sacrificate: il talento di Philippa per il canto, che venne a suo tempo represso perché arte, amore, talento erano considerati in quel luogo sperduto, nell’ambito di quella setta religiosa rinunciataria e arida, una cosa futile, inutile, una Vanità, e quindi una cosa pressoché ‘peccaminosa’ da non coltivare, e possibilmente da soffocare.<br />
Lo stesso è per la vita di Babette da che è fuggita da Parigi:  lei ha un talento che non può e non potrà mai esercitare nel luogo in cui è finita: perché lì è un povero e minuscolo villaggio, non solo senza ristoranti o altri luoghi in cui Babette possa dar sfogo alle sue qualità, ma nemmeno la casa privata in cui vive, per via della mancanza di mezzi e del condizionamento culturale e religioso può darle occasione di esprimere il SUO genere di talento, neppure in ambito &#8216;familiare&#8217;, <em>&#8220;per fare felici gli altri&#8221;</em>; la gente vive in modo estremamente modesto, anche per scelta religiosa, ignara e chiusa al resto del mondo, e per loro va bene, perché conoscono solo quella visione ristretta delle cose.<br />
<strong>MAI in quel luogo sarà consentito a Babette di “dare il meglio di sé”, e quel “grido che esce sempre dal cuore dell’artista” non può essere sentito, rimarrà muto e senza risposta.</strong><br />
Per questo Babette approfitta dell’unica occasione che ha per esprimere di nuovo la sua arte: la vincita alla lotteria.<br />
Lei che un tempo era pagata per cucinare nel ‘bel mondo’ di Parigi, ora paga (e tanto: dà tutto quel che ha) per cucinare a suo modo ancora una volta!<br />
E per persone che non sanno apprezzare l’entità di ciò che fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Philippa intuisce questo, e si commuove, ma Philippa ha una… consolazione, il pensiero-speranza che un giorno canterà in cielo e “in cielo sarà l’artista che Dio avrebbe voluto che fosse”…<br />
Sono le parole di Papin, che lei serba nel cuore per anni, come per aggrapparvisi. Lei le ripete a Babette mentre l’abbraccia nell’ultima scena, ma io non so di quanta consolazione siano per Babette.<br />
Mi lascia un po’ d’amarezza, questo film… Impressione di disperazione e di rassegnazione insieme, perché ai miei occhi è sempre tristissima la non-espressione delle potenzialità positive di una creatura.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La pellicola, anche se girata senza grandi mezzi, vanta una ricostruzione delle atmosfere, degli abiti e degli ambienti particolarmente precisa e accurata: immancabile all&#8217;interno delle abitazioni, dai ricchi palazzi di Lowenhielm e di sua zia, ricchi di fregi e decorazioni, alla casa modestissima di Martina e Philippa, il bel &#8216;grigio gustaviano&#8217;, il colore (grigio-azzurro polvere, freddo, per aumentare la luminosità delle stanze) che tradizionalmente dal XVIII secolo decorava le pareti delle case scandinave.<br />
Degna di nota la recitazione di tutti gli attori, anche se da noi sconosciuti, quasi tutti scandinavi, eccetto la brava e a suo tempo famosa attrice francese Stephane Audran.</p>
<p style="text-align: justify;">Titolo originale:  Babettes Gæstebud<br />
Titolo inglese:  Babette’s Feast.<br />
Regia: Gabriel Axel.<br />
Soggetto: tratto da un racconto di Karen Blixen<br />
Produzione: Danimarca, 1987<br />
Durata: 100’.<br />
Cast:<br />
Stéphane Audran: Babette<br />
Birgitte Federspiel: Martina<br />
Bodil Kjer: Philippa<br />
Jarl Kulle : Lorens Lowenhielm<br />
Jean-Philippe Lafont : Achille Papin<br />
Premi: Oscar 1987, miglior film straniero.</p>
<p style="text-align: justify;">
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